Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

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Commento da andrea calzo su 7 Luglio 2012 a 16:36

Anche io sto cercando, credo che una soluzione possibile sia quella di occupare il posto e resistere agli eventi successivi...ultimamente molti si sono fatti furbi e cercano di vendere i ruderi a prezzi altissimi, ma poi mettere in piedi e' molto oneroso.

L'anno scorso sono stato a visitare Valle Pezzata nel Teramano e li e' presente un borgo che potrebbe essere bonificato e'  solcato da un fiume e c'e' anche una fontana potabile;

E' un luogo molto selvaggio, nel periodo della mia visita era occupato da Artur un Polacco che ha costruito una sua casetta con legname del posto e Marco che ha in comodato d'uso una cascina in buono stato.

Parlando poi con alcuni abitanti del paese limitrofo, ho appreso che vedono benevolmente i ragazzi, una signora che gestisce un piccolo Bar, mi racconto' che durante i preparativi di un concerto, i tecnici non riuscivano a mettere a punto il Sonoro e Marco che si trovava in quel momento sul posto risolse il problema stupeno i presenti.

Commento da De Rossi Cinzia su 4 Luglio 2012 a 8:19

Ciao il luogo è disperatamente bello, il problema per farlo rivivere sono le risorse da investire. Ti dico questo perchè sto vivendo la situazione con la "casera" , casa del formaggio, che stiamo mettendo a posto. Per dirti, tetto in lamiera, apertura 5 porte, solai, scavo del pavimento della stalla, demolizione degli intonaci, soglie e demolizione di una vasca per la raccolta dell'acqua, in una casa di 100 metri quadrati, 120 mila euro. Questi all'incirca i prezzi delle ditte del posto. Nei lavori non sono compresi i lavori elettrici, idraulici, il riscaldamento, gli infissi e i pavimenti. Ci sarebbe un'ente che eroga delle sovvenzioni, ma devi per poterle avere, lasciare una parte della casa dedicata alla comunità. Uno che si è comprato la casa nella valle per avere il contributo del GAL, l'ente che eroga, ha fondato una fantomatica onlus. Ma io non riesco a fare queste porcate, travestite da associazione culturale, per avere i soldi. Altrimenti per tentare si potrebbe interessarsi a cercare se ci sono i contributi per creare un albergo diffuso, questo era un'altro progetto che il GAL di Belluno, per esempio, sovvenzionava. Ma anche in questo caso le problematiche sono tante. Il territorio rurale è sempre stato la cenerentola, lo specchio del degrado della società. Avessero altri paesi le ricchezze rurali che abbiamo noi e vedresti che buon uso ne farebbero.

Ciao e buona fortuna Cinzia

Commento da Ovitio Torrucci su 4 Luglio 2012 a 2:13

Ciao! Per caso conosci borghi che si possono ottenere in comodato d'uso gratuito?

Commento da andrea calzo su 26 Febbraio 2012 a 11:39

Purtroppo e' molto difficile recuperarlo e molto oneroso,ma continuo a cercare.

Commento da Manuela B su 24 Febbraio 2012 a 20:40

Che bel posto. E' proprio un vero peccato che si lascino andare in malora questi luoghi.

Certo che adesso è difficilissimo poterlo recuperare, bisognerebbe essere un bel gruppo di persone e crederci veramente

Commento da andrea calzo su 24 Febbraio 2012 a 19:19

L'Italia ne e' piena, alcuni Borghi son in luoghi veramente suggestivi.

Sarebbe molto bello poterli recuperare, ma da quello che ho potuto sperimentare, inizialmente sono tutti daccordo, ma passato un anno si rimane veramente in pochi.

Commento da Gatta Marmotta su 24 Febbraio 2012 a 18:27

Che peccato!   come far rivivere questi borghi?   è una domanda che mi pongo da anni... anche dalle mie parti... se i nonni sono partiti è che ci facevano vita grama... e ora per tirarli su ci vogliono fior di euri!

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