Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

 

       buon cammino a tutti!

sono Luis , ho 49 anni e vivo in Abruzzo.

da circa 4 anni vivo da solo in una casa in montagna. e' bellissimo... lo auguro a tutti!

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Commento da manù su 8 Aprile 2013 a 9:34

ciao Luis, davvero mi hai commosso... e piango... ma per la bellezza di quello che hai detto, grazie!

Commento da De Rossi Cinzia su 7 Aprile 2013 a 22:34

Che bella storia Luis, bella e commovente. Noi l'erba la adoriamo, anzi adesso le mandiamo un bacino.

Buona notte

Commento da Luis Nino Matteucci su 7 Aprile 2013 a 22:01

......a rileggere questo post dopo 2 anni e' come se sfogliando  un Album di fotografie e guardandone  una  di un paio di anni fa mi chiedessi: ma sono io?

Voglio raccontare una storia che risale a quando ero un bambino, ed abitavo con la mia famiglia a Montesilvano, 8 km da Pescara, erano gli anni '60 ed io ne avevo 6, forse 7...

Le case erano basse, le strade bianche, l'aria pulita e tutto intorno ancora verde; dietro casa c'era un campetto dove si giocava a pallone .

Una ruspa aveva scavato un canale x interrare la rete fognaria e x arrivare al campetto si doveva ... saltare il fosso;  niente di eccezionale, senonche' piovve x diversi giorni e quando torno' il beltempo nn ci pensammo 2 volte ad andare a giocare in quel bellissimo campetto.

Tutti corremmo verso quel prato verde ma io che ero il + piccolo rimasi un po' indietro e quando feci x saltare il fosso che si era ben bene riempito d'acqua con la pioggia, nn so come, nn so xche', ci caddi dentro, completamente, ed era profondo e buio e freddo che nn lo dimentico mai.

Dentro di me pensai x un attimo lunghissimo -  e' finita, gli altri dove sono?, nessuno mi ha visto che sono caduto nell'acqua fredda e buia!, nessuno mi vede +, tutti pensano alla partita, a giocare... -

Allora disperato senza respiro annaspavo con le mani ma ero come sospeso, nulla toccavo di solido, nulla vedevo, nulla sentivo...

La disperazione aumentava col passare degli attimi, poi ad un certo punto la mia mano afferro' qualcosa che somigliava ...  all'erba, si avevo afferrato un ciuffo d'erba!

Pensai, -  questo ciuffo d'erba, cosi' esile, fatto di tanti fili sottili, potra' mai reggermi?-

Cmq solo quello avevo, quel ciuffo d'erba era l'unica mia certezza, l'unica mia speranza, l'unica mia salvezza, cosi' fragile eppure cosi' importante...piano mi tirai su e rividi la luce, respirai, chiesi aiuto...mi salvai!

Quello che avvenne dopo x vergogna lo salto, solo diro' che mia madre mi lavo' tutto nudo con la pompa dell'acqua del giardino, visto che,  pieno di fango, sembravo il "mostro della palude".

Ma la cosa che mai mai e poi mai dimentichero' e' chi mi ha salvato da morte certa: un ciuffo d'erba.

Quante volte si guarda senza vedere, anche una cosa all'apparenza inutile e insignificante puo' essere la salvezza e devo sicuramente la vita a quell'inutile, insignificante e miserabile forma di vita che mai potro' ringraziare abbastanza...

Si, sono io quello di 2 anni fa, mi riconosco  e x la prima volta nella mia vita mi sento migliore, sento che sto facendo la cosa giusta, fra tante mode e tendenze questo stile di vita e' quello che + di tutti mi fa stare bene, mi fa fare pace con la Natura,  xche' anche un banale ciuffo d'erba ha il suo significato  e x questo  merita rispetto ed  amore.

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