Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

Credo di aver inziato la strada della decrescita quando ero ancora studentessa, e vivevo a Bologna. Sono stati due gli episodi che ricordo come i primi tasselli di quella che è diventata la mia vita adesso.

Prima di tutto, si ruppe la tv.

Avevamo una tv, nella nostra casa di studenti in via Petroni, che ad un certo punto non funzionò più. E quindi, per la prima volta nella mia vita, ho provato il brivido di vivere in una casa senza tv.

Inizialmente è strano, specie quando vedi le altre televisioni, al bar o dagli amici. Ti ci incanti davanti, come un topolino con il Pifferaio Magico. Con il tempo, ti accorgi di non comprendere più quel linguaggio. Specie quello delle pubblicità. Troppo veloce, troppe immagini, troppi concetti. Non lo capisco più. Piano piano, la tv diventa solo un sottofondo, se ti capita di incointrarla nelle case o nei luoghi dove ti trovi. Sta lì, come un quadro animato, un quadro di un pittore dallo scarso talento e dal ritmo monotono.

Quando sono venuta via da Bologna per vivere in una casa tutta mia, la televisione ne è rimasta fuori. nonostante gli occhi strabuzzati degli amici, che si chiedevano come facessi a vivere senza tv. Il discorso di solito era questo: beata te, hai fatto proprio bene. Ma come fai?

Il secondo piccolo mattoncino me lo ha dato un libro, abbastanza dimenticato ma per me fondamentale. Si chiama "Meglio Senza", e tratta di uno studio di un ricercatore del MIT, che per un lungo periodo vive in una comunità amish con la moglie. Me ne sono stata per giorni a fantasticare di vivere senza elettricità, come ricorderanno i miei coinquilini e amici che vivevano con me in quel tempo.

Senza arrivare a quei punti, perchè per vivere cosi senza bisogna vivere in comunità, aiutandosi l'uno con l'altro, ha iniziato a prendere forma dentro di me l'idea di lasciare la città, lasciare la mia vita e ricominciare dalla terra.

Ci si sono messi di mezzo amori finiti, possibilità di vivere in una casa in montagna, condizioni favorevoli: e così me ne sono andata per vivere in mezzo ad un bosco.

La decrescita per me è un accrescimento quotidiano.

Ogni giorno imparo qualcosa di più: non appena lascio e scelgo un senza, ecco che mi si apre un mondo intero, un nuovo universo da esplorare.

Da quando ho scelto, causa di forze maggiori, di chiudere il mio negozio, e di fare quindi a meno di un lavoro normale (che però non mi dava nessuno guadagno, per un insieme di fattori di cui uno dei più importanti è stato sicurmaente la crisi economica) mi sono ritrovata con tanto più tempo, spazio, possibilità di apprendere e di sperimentare.

Per la società consumistica io sono senza lavoro, senza potere di acquisto, senza beni di lusso, senza reddito.

Eppure.

Ho imparato a fare il sapone, grazie agli studi universitari, alla passione per le erbe e alla sperimentazione.

E di questo no ho fatto un'arte e un lavoro, il mio lavoro.

Ho imparato a coltivare un orto. Con mille errori, e difetti, e ogni anno si impara qualcosa di nuovo.

Il macerato di ortica, il macerato di aglio, il basilico vicono ai pomodori e i porri vicini alle carote.

Coprire le zucchine con un telo appena messe a terra.

Pacciamare e togliere le erbacce.

Ogni anno il raccolto migliora, e con questo migliora la mia capacità di fare, e la soddisfazione nel vedere crescere una piantina da un seme.

Così piccino, dentro ha un intero universo.

Ho imparato a fare detersivi, cosmetici, ho imparato a fare le conserve e le marmellate. Ho imparato a fare il pane, la pasta madre, il tofu e il seitan E il latte di soia, i biscotti, il latte di mandorle.

Ho imparato a cucire, grazie a mia nonna e alla macchina da cucire che mi ha regalato alla laurea. I miei vestiti per ora sono sbilenchi e fantasiosi, ma migliorerò.

Ho imparato l'uncinetto, e a fare cappelli, quadrati, coperte, tondi e fiori. Per cucini, orecchini, sciarpe ed ornamenti.

Ho iniziato a fare i mercatini, e ho sperimentato la soldiarietà tra bancarelle, la concorrenza leale, il non sentirsi soli perchè si lavora tutti insieme.

Ho lasciato qualche sogno indietro: fare l'attrice, vivere in una grande città, essere famosa.

Ma se ci penso bene, quella non ero io, non sono io.

Io sono questa, io sono qui.

Sono qui con la mia terra, con la mia casa, con il mio uomo.

Lui, che come fa la terra fertile con il seme, ha nutrito e nutre il mio cuore, la mia arte, la mia anima.

Sono questa qui, con i miei cani e gli uccellini sul tetto della legnaia.

Quella con i capelli strani e gli occhi grandi.

Quella che sembra senza, ma se la guardi bene, oh! quanto invece possiede.

(il mio blog: www.casaedera.blogspot.com)

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Tag: decrescita, felice

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Commento da Roberta Farris su 8 Maggio 2012 a 20:35

ciao,

sono pienamente d'accordo con te: non occorrono grandi cose per essere felici, basta poco. imparare tutti i giorni è giusto perchè ci mette in gioco e ci fa volare con la creatività, la fantasia e ci aiuta ad elaborare nuove soluzioni ai problemi quotidiani. in mezzo alla natura, coi tuoi animali e in compagnia del tuo uomo è sicuramente l'espressione di una vita sana e consapevole. bravissima... smak roby

Commento da Patti Calderoni su 8 Maggio 2012 a 14:11

Ah, e anch'io come Andrea e Barbara sono pienamente dell'idea che avere accanto una persona (uomo o donna) che condivida il nostro pensiero sia fondamentale..crescere insieme senza tante cose accresce le cose che ci "legano" di più..

Commento da Patti Calderoni su 8 Maggio 2012 a 14:08

Posso dirti soltanto: grande Edera!

Abbiamo una storia in parte simile e ti capisco e sono contenta per te, abbraccio.

Commento da Barbara Vernati su 8 Maggio 2012 a 13:59

Cara Edera, bellissimo leggerti...

Anche io come te ho chiuso un negozio...acquistato a fatica...portato avanti con altrettanta fatica e chiuso per la difficoltà di arrivare a metà mese, tra spese e tutto ciò che anche tu avrai sicuramente sperimentato.

Amavo la "mia" erboristeria...ci ho messo l'anima, purtroppo l'onestà nel commercio non sempre paga!

Come te, anche se io sono più in là con l'età, sogno di avere un posto mio, dove poter fare l'orto...dove poter stare con i miei amici animali...dove potermi svegliare la mattina con il canto degli uccellini e osservare in silenzio i meravigliosi colori della natura.

Dopo la chiusura del negozio sono andata a vivere in campagna, ho lavorato con un apicoltore...meraviglioso il mondo delle api...l'apicoltore un po meno...e così eccomi da un anno di nuovo nel cemento.

Nel giro di un anno ho spedito circa 500 curriculum....ma a parte avermi proposto lavori nel mio settore solo nei fine settimana..e a 500 km da quì...bè...diciamo che l'idea di realizzare ciò che tu hai realizzato, comincia a pulsare forte anche dentro di me!

Ho provato a fare il sapone con le erbe raccolte in luoghi non trattati...ho sperimentato gli oleoliti...insomma, i saponi non sono belli come i tuoi, però c'ho provato :-)

Da molti anni pratico massaggi Ayurvedici e Shiatsu...vorrei tanto condividere con altre persone in uno spazio comune..e vorrei tanto imparare tutto ciò che non so..o che comunque non ho ancora sperimentato al meglio ( tipo fare il pane con la pasta madre...etc etc ).

La differenza forse è che da soli è meno semplice realizzare tutto ciò se alla base non hai un minimo da investire..vedo tra l'altro questo progetto di vita, bello da condividere con altri, o almeno con qualcuno accanto...da amare...

Condivido anche il pensiero di Andrea...è proprio così.

Un caro saluto Edera...Sei bella così :-)

Commento da andrea calzo su 8 Maggio 2012 a 11:09

...il completamento del percorso e' avere vicino una persona che condivide il nostro pensiero e cammino..fondamentale per chiudere il cerchio.

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