sagra gadoi e salgari
26 Maggio 2013 tutto il giornosagra gadoi e salgari
26 Maggio 2013 tutto il giorno
ai confini tra selvatico e coltivato
Sono tempi duri questi. C'è una crisi economica "vera": molti uomini e donne perdono il lavoro, tanti giovani non riescono a trovarlo. Negozi che chiudono, attività industriali e artigianali con le spalle al muro... C'è poi il versante intagibile della crisi: non c'è più un futuro, nemmeno in lontananza e soprattutto ai giovani è stata tolta la possibilità, l'illusione e l'utopia di poterlo immaginare e costruire il futuro. Non c'è entusiamo, non c'è passione, non c'è più nemmeno la voglia di reagire.
La politica nostrana ha creato intorno a sè un deserto ideologico, etico e "sentimentale", nel senso che ha diffuso un'apatia ed un cinismo senza fine. Hanno eroso il futuro di tutti, il nostro futuro e ci stanno spergendo sopra tonnellate di sale per non farci crescere più nulla. Il paragone con la coltivazione della Terra è più che appropriato. Una politica senza vergogna e senza freni ha distrutto lo strato di humus che è indispensabile per far crescere una società decente e dignitosa. Ed è rimasto solo il deserto: un deserto materiale ed anche spirituale. E non c'è chiesa che tenga di fronte a questo degrato eco-politico sociale: troppe volte anch'essa colpevole quantomeno di complicità con lo sciacallaggio e la cannibalizzazione della società.
Bisognerebbe tornare a guardare per Terra allora. E capire che la società o una comunità, come un campo o un orto, devono essere coltivate. Gli Antichi dicevano che bisognava "colere Deos/Deas" ovvero "coltivare gli Dei e le Dee" perchè dal Niente non può venire che il Niente: non bastava pregare, bisognava darsi da fare. Allo stesso modo dobbiamo guardare per terra e chiederci come fare per concimare il deserto che ci circonda: anche perchè in Italia (dopo questi decenni di m...) di concime ce ne è molto.
Bisogna rallentare e tornare a restituire alle "relazioni" (fra le persone, fra le persone e l'ambiente, fra le persone e il lavoro, ecc...) la dignità e l'importanza che meritano. E poi tornare a guardare per terra con l'orgoglio del lavoro manuale, dell'autosufficienza, della frugalità e della semplicità.
Catone sosteneva che un buon contadino non può che essere un cittadino onesto e il mattone fondamentale di una società onesta. Sarebbe necessario allora permettere di tornare a guardare alla terra anche in senso "contadino". Permettere ai giovani (e ai meno giovani) di comprare un pezzo di terra per viverci, costruire una famiglia, guardare all'autosufficienza alimentare e vendere il surplus. Ma oggi, con la speculazione sulla terra per via della crisi, anche poche migliaia di mq di terra sono inavvicinabili per i costi: le banche non danno credito alle persone "normali" (ovvero privi dei fantomatici "Amichi degli Amichi"), troppi permessi, troppe licenze, troppe autorizzazioni. E sotto montagne di carte e di marche da bollo la voglia e la pazienza si esauriscono.
Bisognerebbe demolire tutti quegli ex capannoni industriali vuoti che sono uno scempio del territorio e restituire la terra a chi vuole coltivarla. Ci sono una mare di borghi di montagna e di collina abbandonati che possono essere recuperati: come se le lancette dell'orologio della Storia potessero essere riportate indietro. Decenni di illusione industriale possono essere buttati alle spalle. Se una famiglia vuole costruire una casetta in legno magari in modo eco-sostenibile e autosufficiente da un punto di vista energetico dovrebbe essere istituzionalmente aiutata a farlo così come bisognerebbe sostenere le comunità desiderose di costruire un villaggio eco-sostenibile. Questi nuovi "pagi" potrebbero ospitare anche attività artigianali per ricreare economie su piccola scala a base territoriale. E di idee e di iniziative se ne potrebbero immaginare tante altre...
Non è un problema di soldi o perlomeno, non è solo un problema di soldi: bisogna lasciare libere le persone, le famiglie e le comunità di auto-organizzarsi. Puoi anche avere i mezzi economici, ma bisogna avere la possibilità di realizzare, anche con pochi mezzi, i propri progetti (cosa oggi pressochè impossibile).
Un'Utopia. Forse. Ma non a causa della fantasticheria dell'idea in sè, ma semplicemente perchè la burocrazia e la politica di oggi rendono anche il "buon senso" un'utopia...
Commento
Commento da Paolo Raccanello su 1 Novembre 2012 a 21:36 A tutti ciao. Siamo individui i quali, se ben centrati e piazzati quindi coerenti, nel nostro grande piccolo possiamo realizzare cose Vere, appunto come il contadino di Catone. Sembra intrecciato come discorso ma in verità è semplicissimo basta iniziare a scomporre le cose andando a ritroso ma che il gambero faccia il gambero.
Curare il proprio Orto vuol dire offrirlo agli altri: prendere le proprie decisioni con un movimento Verso quella scelta anziché una decisione di allontanamento da una cosa.... se ci pensate bene l'azione di movimento risulta esser ben diversa. E secondo me è proprio da quì, dalla terra che ogni uno di noi ha sotto i piedi, che si parte... ed ecco che il ridimensionamento vien da se acquisendo molta forza col minor dispendio di energie. E' semplice e difficile insieme insomma dobbiamo stare di "pancia" e puntare un meno il dito ci eleva.
Son d'accordo con Tutti basta che ogni uno senta il suggerimento dal suo Profondo vero.
Serenità a tutti
Ho pensato spesso all'idea di Donald: quella di andare via. Anzi ci penso ancora. Anche se la cosa che mi scoccia di più è che se ne dovrebbe andare tutta questa marmaglia che inquina la nostra vita e la nostra società...
Per quanto riguarda il pensiero di Domenico: che dire? Mi auguro che tu possa realizzare in concreto l'idea che porti avanti (da tempo mi pare di capire). sono d'accordo sul fattore ciclico delle crisi: ma la catastrofe ambientale su cui tutti siamo seduti è un'aggravante notevole che è sempre stata rimandata nel tempo e che esploderà prima o poi. Questo rende l'attuale crisi diversa dalle altre perchè la spirale ciclica a cui tu fai riferimento punta sempre verso il basso e alle lunghe diventa sempre più difficile "rimediare" in qualche modo...
Commento da Donald Alessandri su 31 Ottobre 2012 a 10:49 migrate....
Questo di Marco è un tipico esempio della follia della realtà in cui viviamo. Un criminale può spendere milioni di euro in ostriche e zoccole e ad una persona si impedisce in ogni modo di coltivare la terra.
Finchè siamo nelle mani dell'intreccio perverso fra politici, banchieri, manager delle finanziarie, assicurazioni non ci sarà via d'uscita. Questa gente propugna un'economia fatta di illusioni, inganni, speculazioni e carte bollate: guardare per terra significa tornare a vedere e toccare la realtà "solida", fatta di lavoro "vero", di prodotti "veri". Altro che le chiacchiere...
che c'è da dire non si è piu liberi di far niente
io per comprare un rustico e un pezzo di terra 35000 € ho dovuto spendere 7000 € dal notaio volevo essere riconosciuto coltivatore iap e risparmiare sul atto le assoc agricoltori mi anno detto che siccome sono artigiano non posso essere anche agricoltore....... perchè io non posso fare il piastrellista d'inverno e orticoltore-apicoltore in estate....... no
adesso dovro pagare anche l'imu non mi sono ancora informato..... non siamo piu liberi......
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Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 19 Maggio 2013 alle 10:04 4 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 18 Maggio 2013 alle 14:00 2 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 17 Maggio 2013 alle 11:09 12 Commenti 3 Mi piace
Post aggiunto da Enrico Marcolongo il 16 Maggio 2013 alle 21:00 0 Commenti 1 Mi piace
Post aggiunto da Carmelo Cannarella il 16 Maggio 2013 alle 9:30 6 Commenti 5 Mi piace
chiara reggiani ha pubblicato degli eventi
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