Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

Ciao a tutti i Bioneri

sto cercando persone con cui costruire un Ecovillaggio. Posseggo già il terreno.  Sono 18 ettari per lo più agricoli poco a nord di Firenze. Ovviamente ho già alcuni amici interessati nel progetto, ma l'obbiettivo è essere circa 20-30 persone.  

Vorrei costruire un villaggio con strutture bio-edilizia e case mobili dove eco-sostenibilità, condivisione e divertimento sono alla base del vivere. Oltre ad agricoltura ed allevamento il sostentamento può arrivare da turismo e ristorazione. 

Chiunque avesse consigli da darmi, voglia di partecipare anche potendo investire cifre molto basse, può mandarmi una mail: ivarmailbox@yahoo.it

un ringraziamento ed un abbraccio a tutti

Ivar

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Tag: agricolo, agriturismo, alle, allevare, alternativo, case, coltivare, comunità, condividere, condivisione, Altro...creare, di, eco-sostenibile, ecosostenibile, ecovillaggio, mobili, natura, partecipare, ritorno, rurale, sogno, stile, terreno, tradizioni, vita, vite, vivere

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Commento da Ivar su 2 dicembre 2011 a 12:33

Ciao Giacomo e ciao Maria Francesca

il fattore economico purtroppo è importante, così come procedere con cautela quando si crea qualcosa con altre persone. La mia idea è dare piccole porzioni di terra (ad una cifra irrisoria o se uno preferisce gliela presto gratis, ma temo abbia meno voglia di mettere soldi se non ha nulla di suo sulla carta) a chi è interessato ad unirsi in modo che possa piazzare sopra la terra una casa mobile. Essere in tanti rende la cosa più fattibile dal punto di vista economico perché al momento oltre a mancare tutte le utenze la terra ha bisogno di lavori strutturali come creare l'accesso più facile a veicoli ingombranti e pianeggiare la zona dove si intende piazzare le case mobili. Spendere decine di migliaia di euro da solo è diverso che dividere la spesa in tanti. Personalmente, dal momento che andrò a vivere lì cercherò di investire in agricoltura e allevamenti, così come anche gli altri amici miei con cui già da tempo ho iniziato a parlare di questo progetto. Gli altri abitanti dell'eco-villaggio sono liberi di scegliere qualsiasi percorso che a loro interessi e campare come meglio credano. Certo nel momento che sceglierò il vicinato, per quanto mi sia possibile capire una persona senza conoscerla, cercherò persone a me affini che almeno in parte condividano le mie idee.

Difficile capire se la strada che ho deciso di intraprendere cercando nuove forza con altre persone è quella giusta, ma in base al mio obbiettivo ho pensato fosse la scelta migliore. Riguardo l'orto lo sto già facendo e vivo già in campagna. Nel cuore mi preme liberare me ed i miei amici dal lavoro salariato e da un mondo che ti costringe a consumare e sprecare più soldi del dovuto. Vivere con le persone a cui si vuole bene è fantastico, e sono una persona che adora la compagnia e mi è facile condividere. Ad ogni modo ogni persona (o piccolo nucleo) avrà una casa autonoma e separata.

Commento da maria francesca sorci su 2 dicembre 2011 a 11:19

difatti come ha osservato Giacomo quando si tretta di sganciare qualcosa di proprio la gente ha le braccine corte...

dopo aver constatato questo 2 anni fa ho cominciato a farmelo da sola il mio "ecovillaggio" in base ai miei bisogni e quelli di mio figlio,perchè abbiamo le idee chiare sulla condivisione.

non sono in cerca di gente ,è difficile abitare insieme.

per questo motivo prima ho deciso di fare e poi se qualcuno vede e decide che gli piace lo stile di vita,allora chiede se può unirsi.

se mi trovavo al posto di ivar con tutto quel terreno avrei cominciato a farci subito almeno la mia casa,il mio orto la mia fitodepurazione ecc......

senza aspettare che altri si unissero.

ce una bella differenza dire abito in un'ecovillaggio e cerco persone per fare un'ecovillaggio,non si arriva da nessuna parte.

ecco perchè in certi post ho paragonato il villaggio di jacopo fo,perchè lui avendo i  mezzi a disposizione ha fatto un ecovillaggio ed ora la gente compera chiavi in mano o autocostruzione.

il mio sogno è che tutto il mondo si popolasse in ecovillaggio,io voglio dare l'esempio.

quando ho cominciato a costruirmi il mio piccolo capanno (perchè per 2 persone è sufficientemente grande per passarci una stagione o due) la gente che mi vedeva si fermava e chiedeva,per gente intendo tutti,dalla forestale ai carbinieri,vigili e persino il postino,tutti gli abitanti del paese sanno cosa stò facendo e alcuni hanno esclamato:"allora lo faccio anchio!!" io volevo sentire dire questo,il mio intento non è solo quello di divertirmi costruendo un piccolo micromondo paradisiaco,ma quello di far vedere che tutto si può fare e anche con poche spese.tutto quello che ho fatto per ora non mi è costato molto,è in base alle mie possibilità,certamente che se avevo più risorse economiche avrei già finito,ma mi sarei totla tutto il divertimento la gioia e la soddisfazione di farmelo da sola.

capisco che il mostro burocratico spaventa molte persone,ma bisognerebbe sapere bene le cose e non andare avanti per sentito dire....

secondo me,se devono unirsi persone per fare qualcosa insieme,non serve cercarle ma arrivano da sole se è il loro "destino",basta smettere di fare progetti limitando al solo nostro modo di vedere quello che ci serve.

se aspettiamo senza dare una definizione a ciò che ci serve quella cosa arriva,appena abbassiamo le bariere della mente.

provare per credere.

Commento da maria francesca sorci su 1 dicembre 2011 a 17:30
Commento da maria francesca sorci su 1 dicembre 2011 a 17:15

tanto il petrolio è finito e si ritornerà ai tessuti di una volta 

ho sentito dire che stanno discutendo di legalizzare la canapa,

speriamo,

io ci credo,

in italia ce solo una fabbrica che fila la canapa dev'essere in emilia,

tutti i coltivatori la portano li per la lavorazione,

finchè stà nei campi è tutto legale,ma al momento di essere trasportata alla fabbrica diventa spaccio...

e qui dobbiamo ringraziare santo versace che stà al parlamento (voi lo sapevate?),essendo uno stilista ci tiene a questa legge,speriamo che si impegni,

io odio i vestiti sintetici

non porto neanche le mutande 

:))

Commento da sisterkaya su 1 dicembre 2011 a 14:42

infatti!! è quello che voglio anch'io.. evitare qualsiasi tipo di problematiche e, in teoria, il sistema per "fare le cose in tranquillità" è quello di, oltre a farci dare i semi da chi di dovere, denunciare la coltivazione alle "forze dell'ordine".. in teoria, continuo a ripetere, è tutto seguito da una serie di pratiche burocratiche che non si possono non affrontare.. comunque sia io mi sto muovendo, se poi ti interessano i risvolti, batti un colpo e parliamone, seriamente.. ciao, buon cammino

Commento da Ivar su 1 dicembre 2011 a 8:26

Io recentemente ho avuto dei problemi con la legge ed in un certo senso non sono ancora finiti. Ti confesso che l'idea di coltivare canapa sativa italiana assicurandosi che il THC resta basso, per non rischiare ulteriori guai, mi attira una sacco. Quello a cui tengo a precisare, è che voglio fare tutto a norma di legge per non rischiare. 

Ivar

Commento da sisterkaya su 30 Novembre 2011 a 12:55

Ciao Ivar, ti scrivo perchè ho anch'io il tuo stesso sogno.. ma la mia Utopia riguarda l'uso, coltivazione e lavorazione della Canapa sativa, per farci prodotti naturali (olii, tessuti etc) da vendere, nella propria sede e/o nei mercati.. attraverso la lavorazione si crea, indubbiamente, forza lavoro.. non mi soffermo su TUTTE le lavorazioni che si possono fare, ma dato che parli di case mobili, posso dirti che con la canapa si creano mattoni ottimi.. e mi fermo qui.. ora sto cercando di capire le varie diatribe burocratiche d' affrontare... tu, eventualmente cosa pensi di coltivare nei 18 ettari in possesso??

ciao a presto

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