Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

Lo scambio semi naturali, contro ogni divieto di dittatori europei!

Date le ultime allucinanti notizie del divieto di utilizzo di semi naturali io mi impegno a disobbedire senza se e senza ma! Mi sono registrata neanche un mese fa al sito http://www.bioscambio.it/forum/index.php?sid=7eadfb098af7c98b8309ed...   dove sono con l'alias Calendula. Chi si vuole unire è il benvenuto. Metto qui il mio piccolo elenco dei semi che ora ho a disposizione e chiunque volgia può aggiungersi alla lista di "disobbedienti". Coltivatori, amanti della natura, ortolani veri o da balcone(come me), diamo il via allo scambio di SEMI NATURALI!  Alla faccia della u.e.!!(scritto minuscolo apposta) ;)

___SPECIE____________ ____________NOME_VOLGARE____________ ______NOTE______ PROVENIENZA ANNO
Zea mays Mais nano cerealicola cont. biodin. 2011
Cucurbita moschata Butternut squash = Zucca mandolina ortiva orto amici 2012
Capsicum annuum Peperoncino siciliano ortiva contadini 2011

Visualizzazioni: 1117

Tag: disobbedire, libertà, naturali, scambio, semi

Commento

Devi essere membro di Bionieri per aggiungere commenti!

Partecipa a Bionieri

Commento da Alessandro Santucci su 8 Agosto 2012 a 14:27

Scusate, per errore ho scritto male il link:

http://www.cadelsanto.org/modules/imblogging/post.php?post_id=11

Commento da Alessandro Santucci su 8 Agosto 2012 a 14:25

Leggiamo questo post, direi che sia interessante e poi ognuno ne trae le sue conclusioni... :-))

http://www.cadelsanto.org/modules/imblogging/

Commento da lore. su 8 Agosto 2012 a 8:38

ops ! non ho fatto altro che ripetere quello che ha messo emil pop nell'altro post... che scema !! beh pace perdonatemi !!  vai con lo scambio comunque !! ciao

Commento da lore. su 8 Agosto 2012 a 8:17

ciao vi riporto questo scritto che ho trovato sulla lista generale di campiaperti,  assemblea@lists.contaminati.net, ....

 

Addio sapori antichi: L'UE mette al bando le sementi    tradizionali

In una sentenza del 12 Luglio, la Corte di Giustizia dell'        Unione Europea,    ha confermato il divieto di commercializzare        sementi di varietà tradizionali    che non siano state        iscritte nel catalogo ufficiale europeo. E' la sconfitta        delle associazioni volontarie impegnate nella salvaguardia della        varietà delle    piante antiche, l'unica alternativa che        avevamo a sementi industriali ed    OGM.


 

Le sementi tradizionali sono il risultato di        millenni di    selezione derivati dall’esperienza agricola        umana, un tesoro che si è    conservato nei secoli        protetto dagli agricoltori; queste sementi riassumono in        sé la memoria storica e biologica dell’agricoltura        e racchiudono un patrimonio    genetico molto vasto che        determina la biodiversità dei        prodotti agricoli. Dal 1998 però è in vigore una        direttiva comunitaria europea    che riserva la        commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte        sementiere vietandolo agli agricoltori, in questo modo        ciò che i contadini    hanno fatto per millenni è        diventato improvvisamente un reato.    L’intero          mercato mondiale delle sementi è oggi quasi        totalmente gestito da sette aziende        multinazionali che    detengono i brevetti e che si occupano        contemporaneamente (e paradossalmente)    della produzione di        sementi, veleni per l’agricoltura e OGM. Come si è        arrivato a questo? Considerando che l’iter per registrare        un nuovo semente    richiede circa 12-15 anni di lavoro e        costare fino a 1 milione di euro, è    semplice capire        che parliamo di capitali di cui può disporre solo una        grande    azienda e non un piccolo agricoltore. Negli ultimi        anni un progetto di    recupero delle tradizioni culturali        rurali, diverse associazioni di    Seed Salvers        (salvatore di semi) si erano impegnate nella    salvaguardia        della varietà delle piante antiche, salvandole        dall’estinzione e    coltivandole in orti su piccola        scala. Il pregio di queste varietà di semi    deriva          dall’elevato valore nutritivo dei        prodotti che    producono e dal loro facile adattamento        all’agricoltura eco-compatibile.

 

La sentenza del 12 luglio della Corte di        Giustizia    europea, arriva in risposta ad una          controversia tra due imprese    francesi,        l’associazione no-profit Kokopelli e un        produttore di sementi Graines Baumaux sas. La        Graines Baumaux    sas aveva denunciato la Kokopelli accusandola        di commercializzare sementi non    iscritte nei cataloghi        ufficiali; le sementi in questione sono di          varietà arcaiche. Inizialmente la Corte di        Giustizia aveva    sentenziato che: “L’assenza di        una semente dal catalogo non è indice del fatto    che        non sia “buona”, perché le norme che ne        regolano l’iscrizione non    riguardano alla futura la        salubrità delle piante, ma a logiche        commerciali.”nel caso specifico la        commercializzazione di    varietà arcaiche rientrava          nella deroga prevista dalla direttiva    2009/145/CE,        assolvendo di fatto la Kokopelli. Ma il 12 Luglio, a        seguito del ricorso della gigante Graines Baumaux sas        la Corte ribalta il verdetto e sancisce        :‘’l’obbligo d’    iscrizione ufficiale        di una varietà vegetale per la sua commercializzazione,        così come previsto dalle direttive sementiere, non viola        i principi del libero    esercizio di un’attività        economica e della libera circolazione delle merci, e    nemmeno        interferisce con gli impegni presi per la tutela delle risorse        fitogenetiche.’’ La''Graines Baumaux'' ha chiesto ai        giudici francesi di    imporre a Kokopelli di pagare 100          mila euro per danni e    inoltre –        esplicitamente –''la cessazione di tutte le        attività    dell’associazione'', pericolosa per il        business. La Corte europea ha motivato    e giustificato il suo        verdetto a favore della Graines Baumaux sostenendo che    il        divieto del commercio delle sementi antiche e tradizionali ha        l’obbiettivo    di ottenere ‘’una accresciuta        produttività agricola’’ come se        l’Europa fosse    affollata di popolazioni malnutrite,        bisognose di aumentare le loro rese    alimentari.

Si dimostra soddisfatta l’Assosementi        (associazione    italiana dell'industria sementaria);        di fatto però, non si può che prendere    atto che        con questa sentenza si mettono          fuorilegge    tutte le associazioni di volontari        impegnati nel recupero delle    varietà antiche e        tradizionali – alcune anche Italiane – che        commettono il    ‘’crimine’’ di        preservare e distribuire a chi le chiede sementi fuori del        catalogo ufficiale.

A dire il vero, la Corte di Giustizia ha preso la sua decisione        contrariamente al suo Avvocato Generale che, nella memoria        depositata il 19    maggio precedente, rilevava che        ‘’la registrazione obbligatoria di tutte le        sementi nel catalogo ufficiale era una misura sproporzionata e        violava i    principi della libertà di esercizio        dell’attività economica, della        non-discriminazione e della libera circolazione delle        merci’’.    Violando praticamente          uno dei tre dogmi del    liberismo. La        sconfitta Kokopelli, secondo questo principio si    chiede:        ‘’Perchè non esiste un registro ufficiale dei        bulloni e delle viti?    Forse perchè non        c’è una Monsanto della minuteria        metallica.    Sottomettere le sementi ad una procedura del        genere, che esiste ed è    giustificata per i medicinali        e i pesticidi, ha evidentemente il solo scopo di    eliminare        alla lunga le varietà di dominio pubblico, e quindi        liberamente    riproducibili, per lasciare in campo solo quelle  brevettabili’’


_______________________________________________ Assemblea  mailing    list Assemblea@lists.contaminati.net https://lists.contaminati.net/listinfo/assemblea

opinioni e interpretazione diversificate su questa vicenda è uscito di recente anche un parere di Alberto Olivucci Presidente dell'associazione di volontariato Civiltà contadina sul sito associazione www.civiltacontadina.it
e sul suo blog blog www.cadelsanto.org .

Visto che fanno quello che vogliono,  almeno essere informati....e disobbedienti !! ciao

Commento da Guglielmo Venturi su 6 Agosto 2012 a 16:03

ciao Bruno, mandami una mail con l'indirizzo. è una specie che mi sono trovato, dato che ho piantato vari semi di mais e ho quindi raccolto pannocchie di vari tipi, sarebbe bello avere dei raccolti e dei sapori in tavola da confrontar e ... diffondere

Commento da Guglielmo Venturi su 5 Agosto 2012 a 10:22

per chi è interessato ho delle pannocchie (poche) di maiz morado, maiz dorado, patate violette, carote viola, mi sto interessando alla polenta rosso scuro e blu, date le caratteristiche salutari ben conosciute dagli andini e dai pellerosse, alla faccia dei semi non naturali

Commento da lore. su 5 Agosto 2012 a 8:53

ciao mariel, scambi di semi ce n'è in giro tutti ok !! quante varietà ho piantato ! alcune si sono trovate benissimo e sono rimaste... è stupendo mangiare senza essere passati dalle multinazionali dei semi... ed è una soddisfazione immensa e utile autoprodursi i semi.... avanti così ..disobbedienti ....sempre !

Commento da Alessandro Santucci su 5 Agosto 2012 a 8:02

Mariel, no... l'ho "scoperto" solo ora grazie a te... ma meglio tardi che mai, no? :-))

Commento da Mariel Nat su 4 Agosto 2012 a 21:11

@Alessandro mi sa che allora eravamo già amici lì prima che qui? :) @Luciano bravo, ridiamoci un pò su ma consapevolemente che è meglio! ;)

Commento da Alessandro Santucci su 4 Agosto 2012 a 17:54

OK ci sto.... mi sono iscritto e mi guardo intorno.... Grazie della segnalazione:.

ah... là il mio alias è        alex_1956       non a caso... :-)

Fotografie

  • Aggiungi fotografie
  • Visualizza tutti

© 2013   Creato da Renato Pontiroli.   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio