ai confini tra selvatico e coltivato
giovanni ha risposto alla discussione di Renato Pontiroli Campagna autofinanziamento 2012 e ristrutturazione di Bionieri
giovanni ha risposto alla discussione di Daniela Fanini Raccolta patate nel gruppo Orto, Autoproduzione e Autocostruzione
giovanni ha risposto alla discussione di Daniela Fanini Raccolta patate nel gruppo Orto, Autoproduzione e Autocostruzione
giovanni ha commentato la foto di Patti Calderoni
Althea ha commentato un post del blog di giovanni timo
giovanni ha commentato un post del blog di giovanni timo
Emil Pop ha commentato un post del blog di giovanni timo
Manuela B ha commentato un post del blog di giovanni timo
Anna Panda ha commentato un post del blog di giovanni timo
Post del blog da giovanni
giovanni ha commentato un post del blog di giovanni yogurt
Post del blog da giovanni
giovanni ha commentato un post del blog di giovanni parassiti delle capre
Patti Calderoni ha commentato un post del blog di giovanni parassiti delle capre
Emil Pop ha commentato un post del blog di giovanni parassiti delle capreLA MOTOSEGA LUGLIO 2011
Con la motosega ho un rapporto di amore odio; mi piace l'odore di miscela olio e trucioli freschi, mi piace sentire il suono del motore che gira quando nelle fredde giornate d'inverno sono a lavorare nel bosco e nel silenzio quasi totale sento l'eco di qualcuno che solitario come me sta lavorando in qualche vallone vicino. Un po' come i pescatori di una volta confortati dalla presenza di altre lampare sul mare. La odio perchè una volta ha tentato di strozzarmi, un'altra volta di affettarmi ed un'altra volta ancora ha contribuito a farmi cadere un bel ramo robusto e pesante sulla testa. A volte odio anche gli alberi che taglio, soprattutto quelli belli alti e dritti ma così dritti che rimangono in piedi e bloccano la lama della motosega. Allora per liberare la lama devo tirare l'albero con una corda oppure fare leva con un palo, una volta addirittura ho dovuto usare un piede di porco. Mentre la maggioranza della popolazione adulta della mia valle come secondo lavoro taglia legna per venderla io la taglio soltanto per il mio consumo personale,50 quintali circa per passare l'inverno e dove taglio pulisco anche il sottobosco,non lascio i rami buttati li in disordine come se fosse passata una slavina. A volte mi porto a casa in spalla pali di castagno quando non sono troppo pesanti, li utilizzo per costruire staccionate o per aggiustare il recinto,avevo anche provato a costruire una piccola slitta per trasportarne più di uno per volta ma il tentativo è fallito perchè si “piantava” nella neve l'animale che la trainavo (io) non èche avesse molta forza. Questa estate mi sono stancato di pagare per farla tagliare con la sega a nastro così ho deciso di farlo da solo utilizzando la motosega: è un lavoraccio! A parte che per ogni pezzo che taglio un dito di legna si perde in segatura il costo della miscela, dell'olio per la catena eccetera risulta molto elevato;per non parlare della fatica. In città si va dallo strizzacervelli per parlare, far emergere pensieri, metterli in relazione trovare nessi eccetera io faccio la stessa cosa lavorando nel bosco raggiungendo col lavoro, in un ambiente favorevole, quella tranquillità che permette al mio inconscio di liberarsi dall'attenzione e dal controllo ed esprimersi più liberamente (più o meno) quindi posso considerare la motosega uno strumento terapeutico.
Giugno 2001
CERCANDO UNA SORGENTE CHE NON C'ERA
Qualche domenica fa, avendo già progettato una ricerca solitaria ed approfittando del fatto che avevo TROPPE persone in casa ho trascorso l'intera giornata a risalir calanchi, sfiorar strapiombi, arrampicarmi per canaloni e camminar tra rovi ed incolto come fanno i cinghiali per cercare la sorgente di un rio che scorre dalle parti di casa mia. Dico subito che la sorgente non l'ho trovata perchè non esisteva, ho scoperto che il rio è alimentato da diversi rigagnoli d'acqua che spuntano dal terreno in punti diversi e tutti insieme alla fine formano il rio vero e proprio. DELUSIONE. Ma sto imparando che anche nelle cose spiacevoli bisogna cercare il bello così me ne sono fatto subito una ragione ed ho approfittato del posto selvaggio per trascorrere una giornata da cinghialotto. Forse vecchio cinghiale dal pelo grigio è più corretto; una volta si che potevo definirmi cinghialotto, quando correvo su e giù per i calanchi sfidando la legge di gravità e mi arrampicavo sui pinnacoli più ripidi senza chiedermi come avrei fatto poi a scendere. Comunque, così come ogni stagione trasmette diverse emozioni anche una esplorazione fatta con passi lenti e pacati, a volte incerti, può dare soddisfazione, alla passione subentra una maggiore attenzione verso quello che ci circonda e forse anche una maggiore sensibilità. E cosi con l'andatura del pensionato simile a quella del fungaiolo ho terminato la PASSEGGIATA. Soltanto chi ha letto quel bellissimo libretto di Robert Walser intitolato per l'appunto” la passeggiata” può comprendere lo spirito della giornata
DICEMBRE 2010- 1^ domenica del mese
STAMATTINA ho risalito a piedi la collina camminando su 30 cm di neve per iniziare a tagliare la legna che brucerò nel prossimo inverno. è faticoso camminare sulla neve in salita, soprattutto se con una mano reggi la motosega e con l'altra il bidoncino della miscela; si scivola,si arranca, si suda anche se ci sono 2-3 gradi sottozero e man mano che ci si avvicina alla cresta i passi sono sempre più corti e le gambe più pesanti. Visto orme di cinchiale o forse erano di daino, poche orme in verità,gli animali saranno tutti rintanati nei loro rifugi a rimurginare pensieri oppure sognare nuovi germogli bacche e frutti di bosco ancora lontani a venire.Ho iniziato a tagliare qualche albero con la motosega e poi con la roncola ho "sramato" facendo mucchi che diventeranno fascine che poi, quando verrà la bella stagione porterò giù fino a casa una ad una caricandomele sulle spalle.
Dopo un paio d'ore di lavoro ho smesso perchè ero tutto sudato e la maglia di lana era fradicia ed anche la schiena faceva un pò male e mi ha preso una voglia irresistibie di mangiare una fetta di torta di mele cucinata il giorno prima..
Sono quindi andato dalle capre a rompere il ghiaccio che si era formato nella vasca che
serve come abbeveratoio ho dato loro da mangiare poi ho dovuto aiutare l'asina ad entrare nella stalla perchè c'era una lastra di ghiaccio molto scivolosa e l'asina aveva paura a camminarci sopra. Poi sono andato in legnaia a riempire un paio di ceste di ceppi per la stufa, ora prima che faccia buio porto la cena ai cani e gatti e vado a chiudere il pollaio (guai a dimenticarselo: volpi donnole e faine si farebbero un bel banchetto stanotte ) e la mia domenica è trascorsa così ed io mi sento abbastanza in pace con me stesso anche se ora ha ripreso a nevicare e domani, purtroppo, dovrò lavorare tutto il giorno a spalare neve. Ma cosa c'è di più bello di questo momento quando guardando fuori dalla finestra vedo la neve che viene giù, la luce del giorno che piano piano svanisce ed il ciocco che parla borbotta e racconta bruciando dentro la stufa con una fiamma lenta e regolare come il ciclo delle stagioni.
PRIMAVERA 2010
Oggi sono andato nel bosco, per tagliare un po’ di legna e ritrovare me stesso, o meglio quella parte di me che nessuno conosce e che conosco poco anch’io ma che riesce ad emergere solo nella solitudine del bosco. Intendiamoci, non mi riferisco al bosco bello, da cartolina, quello dove passeggiando ti trovi a fare incontri fantastici e gli occhi si riempiono di visioni affascinanti e tranquillizzanti ma il bosco aspro, il bosco invernale, dove è stato forgiato il carattere dei nostri antenati. Giornata fredda, ventosa, cielo grigio e nevischio ghiacciato. Unici suoni il vento e le foglie secche che scricchiolano sotto i piedi. Solo la solitudine estrema può produrre quella dissociazione che permette all’Altro di emergere da te stesso e solo l’Altro è in grado di percepire quelle visioni che permettono di evadere dalla reclusione volontaria nel mondo materiale nella quale ci siamo rinchiusi. Vivere nelle città significa accettare un orizzonte limitato, ad esempio, ma così perdiamo per sempre la nostra vera natura e arriverà il momento che anche la stessa nostalgia di un Altrove sarà perduta. Terminato il lavoro, tornando a casa ho visto un palloncino viola a forma di stella trasportato dal vento; ho pensato ad una visione oppure a qualche manifestazione del “popolo viola” tenuta il giorno prima a milano,torino o Genova e forse questo palloncino ha viaggiato tutta la notte per andare a posarsi in qualche bosco dei dintorni.
Post aggiunto il 20 Aprile 2012 alle 17:58 5 Commenti 0 Mi piace
nel giardino è fiorito un bel tappetino di timo selvatico (credo che si chiami timo serpillo) ed oggi uscendo a fumarmi una sigaretta e contemplando la fioritura mi sono chiesto qual'è il modo migliore per farlo seccare per farci poi tisane utilissime per combattere malattie da raffreddamento. Devo far seccare solo i fiori, solo lo stelo,entrambi? è un peccato lasciare che sfiorisca accontentandomi di una effimera e breve bellezzaquando invece può essere utilizzato per fini pratici.Cosa…
ContinuaPost aggiunto il 19 Aprile 2012 alle 17:44 1 Commento 0 Mi piace
mi pare un paio di mesi fa c'era stata una discussione sui diversi metodi per la preparazione dello yogurt fatto in casa ma non riesco più a trovarla nel mare di post pubblicati sul sito. A giorni comincerò a mungere due caprette e mi interessava andare a rileggere i consigli inseriti in quella discussione. qualcuno mi può aiutare ?
Post aggiunto il 2 Aprile 2012 alle 17:46 13 Commenti 0 Mi piace
In un post precedente avevo giàparlato di questo argomento chiedendo consigli sul trattamento farmacologico ei parassiti polmonari ed intestinali degli ovini. Qualcuno di cui non ricordo il nome aveva insinuato il dubbio se era veramente necessario utilizzare i farmaci. Ora anch'io ho sposato questa tesi e vorrei curare le mie capre con metodi naturali ma quando si passa ai consigli pratici le risposte che ricevo sono generiche ed evasive. Ad esempio abbiamo parlato di aglio come possibile…
ContinuaPost aggiunto il 14 Febbraio 2012 alle 9:54 2 Commenti 0 Mi piace
riprendo il discorso su capre e stalle di qualche post fa per provare a togliermi qualche curiosità sull'uso della calce come disinfettante. tra capre galline api ed altro molte volte per necessità si lavora senza avere il tempo per approfondire conoscenze e dettagli che poi risultano fondamentali per il buon esito del lavoro stesso. ad esempio mi ero fissato senza una ragione precisa sull'idea che l'orto andava concimato ed arato in autunno ed ora scopro che va fatto in primavera,…
Continua
Helga ha detto... Ciao Giovanni, gli ulivi si piantano a fine marzo. Chiederò allora i prezzi attuali e poi ti faccio sapere - senza impegni per il momento, poi decidi se ne vuoi qualcuno, ok? Perr raggiungerci da Varzi ci vuole circa 1 ora direi (anche se sono solo 40 chilometri, ma in montagna...). Io farei questa strada: Varzi-Zavatarello-Caminata-Nibbiano-Trevozzo-Montalbo-Vicobarone (perché noi abitiamo a Vicobarone, che è frazione di Ziano Piacentino). Ma controlla, perché io mi perdo spesso in macchina, eheh.
In ogni caso: la prossima settimana ti faccio sapere quanto costano e se siamo ancora in tempo per ordinarli per questa primavera. Ciao!
Helga ha detto... Ma che dici Giovanni? Vorrai mica morire giovane! (abbiamo più o meno la stessa età...) Se ricordo bene i nostri ulivi erano in produzione dopo 3 o 4 anni. All'inizio non hanno fatto molto, ma per qualche vaso in salamoia bastava. Pensaci! ;)
Helga ha detto... Ciao Giovanni! E' vero, il clima non è il massimo, ma già nel medioevo coltivavano l'ulivo qui da noi in Valtidone, in alcuni posti riparati dai venti del nord. Ne sono sopravissuti alcuni ultracentenari a ridosso di vecchi muri o costruzioni (vedi chiese).
Noi abbiamo messo i nostri ulivi nel vigneto, alternando filari di viti e di ulivi. Il vigneto è girato a sud-ovest. E per 10 anni è andata benissimo. Abbiamo anche avuto una prima piccola produzione di olio (oltre a tante olive in salamoia)...ma 2 anni fa il clima non ha perdonato nessuno, e ci ha bruciato le chiome di una buona metà. Non sono morti però, ed ora - a 2 anni di distanza - si sono ripresi molto bene e credo che l'anno prossimo torneranno in produzione.
Le varietà che ti consiglio sono: Leccino e ogni 5 o 6 piante di Leccino una pianta di Pendolino (che serve sopratutto per l'impollinazione). Il Pendolino va messo "sotto vento" rispetto al Leccino (per favorire il trasporto del polline...)
Il terreno: dove cresce la vite è adatto anche all'ulivo. La nostra terra è argillosa, di media consistenza, piuttosto povera.
Se non sai dove prendere le piantine giovani, noi attraverso la nostra associazione "Lavaltidone" le abbiamo prese direttamente da un vivaio toscano che ce le porta ad un prezzo buono, fra 7 e 8 Euro cadauna, già alte 1,30 mtr.
Se hai altre domende, cercherò di risponderti.
Ciao!!!!
.....e ci credo che ancora non vedi la neve! ero convinta che tu fossi a nord di Torino (ho guardato i palloncini della mappa) meglio così per te, meno rigido!
...ho avuto modo in questi giorni (tra uno starnuto e l'altro) di guardare meglio il sito e ho visto che si è in pochi e sparpagliati...(molti si affacciano e poi più nulla) in realtà di bionieri ce ne sono tantissimi, lo sono e basta! non hanno la necessità di comunicare o meglio ancora non si" deve!" far vedere a gli altri "...(cultura, dignità, pudore) ??un saluto ai tuoi amici...di fattoria! non ti manca il maialino?
....brrr!!!! quando vedo la tua foto mi ricordo di quel freddo pungente che ti penetra nelle ossa e provoca dolore ed a nulla servono tisane e aspirine... vedo che sei sempre molto impegnato!
le hai seccate le melanzane?
..ciao e buon anno
Althea ha detto... ciao giovanni!! noi stiamo tagliando trenta quintali. belli i tuoi animaletti! ciao buon lavoro
...per me niente NOCINO, lo fa una mia zia ma, è troppo complicato,
faccio il LIMONCELLO e solo quando conosco la provenienza dei limoni.
...mi piacciono le tue caprette
ciao maria
...ciao Giovanni, auguri per oggi, sono da poco nel gruppo e cerco di capire...
un saluto, maria
ciao giovanni,
ti scrivo perche' da quanto ho capito dai tuoi scritti sui bionieri, sei in un posto dove ci sono anche cinghiali ed immagino volpi e faine... e qui ti vorrei chiedere un consiglio.. dobbiamo fare una recizione per l'orto e dobbiamo costruire un pollaio.. il nostro dilemma è come salvare dai cinghiali il primo e come salvare il secodo da faine e volpi.. tu hai consigli da darci? come hai fatto tu?
ti ringrazio.
a presto
francesca
Dante Chieregato ha detto... Benvenuto in
Bionieri
Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 19 Maggio 2013 alle 10:04 4 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 18 Maggio 2013 alle 14:00 2 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 17 Maggio 2013 alle 11:09 14 Commenti 3 Mi piace
Post aggiunto da Enrico Marcolongo il 16 Maggio 2013 alle 21:00 0 Commenti 1 Mi piace
Post aggiunto da Carmelo Cannarella il 16 Maggio 2013 alle 9:30 6 Commenti 5 Mi piace
chiara reggiani ha pubblicato degli eventi
© 2013 Creato da Renato Pontiroli.
Tecnologia