
Agli inizi degli anni ‘70 Alan Van Newkirk, emigrato dagli Stati
Uniti in Nuova Scozia (Canada), viveva in una comunità rurale
vicino Halifax. Studiando biogeografia e in particolare come le
comunità degli esseri viventi interagiscono con il loro ambiente
fisico, egli giunse ad una idea che avrebbe ispirato la creazi0ne
di un nuovo movimento di ritorno alla terra. Van Newkirk pensò che
la natura sembra organizzarsi in comunità che mostrano continuità
tra le caratteristiche fisiche ed ecologiche. Queste aree che
chiamò “bioregioni” sarebbero diventate le unità territoriali dove
gli esseri umani avrebbero protetto e ripristinato gli ecosistemi
naturali.
Nel 1971 Van Newkirk fu visitato dall’attivista culturale
californiano Peter Berg. Berg e Van Newkirk passarono diversi
giorni insieme parlando di questa nuova idea di bioregione.
Al ritorno a San Francisco, Berg elaborò un’importante estensione
riguardo al significato dell’idea bioregionale: la bioregione,
territorio che possiede caratteristiche di omogeneità culturali e
biofisiche. Questo poteva essere di più che il punto focale del
ripristino ecologico, ma poteva rappresentare il territorio
contenitore in cui la società umana avrebbe potuto vivere in un
equilibrio sostenibile con i sistemi naturali circostanti.
Questa percezione di base divenne il punto focale di una importante
convergenza di obiettivi. Berg, il celebre ecologista Raymond
Dasmann e il poeta[[Gary Snyder]], cominciarono a condividere il
loro interesse nell’ispirare un processo olistico e bioregionale di
cambiamento sociale nel continente Nord americano” Nel 1973 Peter
Berg fonda, insieme alla moglie Judi Goldhaf, Placet Drum (Il
Tamburo Planetario) una fondazione dedita alla diffusione del
concetto di bioregione sia in America come nel resto del mondo.
Dalla metà degli anni 70 in poi il movimento bioregionale Nord
Americano è andato sempre più affermandosi, con la creazione di
oltre 250 gruppi di base e lo svolgimento di biennali incontri
chiamati Turt Island Bioregional Gathering (Turtle Island, ovvero
l’isola della Tartaruga, è il nome con cui i nati vi americani
chiamano il Nord America). Gruppi e movimenti bioregionali sono
attivi in Centro e Sud America come in Europa. In Italia il
movimento bioregionale si è andato affermando dalla metà degli anni
‘80 in poi; prima con il raggruppamento di singoli, gruppi e
associazioni coordinati dalla rivista AAM Terra Nuova, e
attualmente con un nuovo raggruppamento che si è dato il nome di
Rete Bioregionale Italiana.
Traduzionezìone di una parte dell’articolo: The bioregionai
Perspective, da Giving the Land a voice,1995,op.cit. (traduzione di
S. Panzarasa). Il bioregionalismo, in Europa come in Italia ha
suscitato l’interesse di intellettuali e gruppi politici, sia a
destra che a sinistra: Serge Latouche, Alberto Magnaghi ( Progetto
Locale e Comune partecipativo), i movimenti per la Decrescita e i
movimenti anarchici dell’Ecologia Sociale|.
Nelle differenti interpretazioni che questi movimenti e
intellettuali dannl’economia e la cultura locale, il pluralismo, la
democrazia partecipativa dal basso con l’Ecologia Profonda.
Per Bioregionalismo si intende la volontà di ri-diventare nativi
del proprio luogo, della propria Bioregione considerandola non più
come un’entità da sfruttare, ma piuttosto come un insieme di esseri
ed elementi viventi, piante, animali, monti, terra, acqua, di cui
l’uomo ne è una parte. Alla base della nostra sopravvivenza
fisica,psichica e spirituale vi sono questi alberi,queste
erbe,questi animali,queste acque,questo suolo del luogo dove
viviamo. L'evoluzione sociale e tecnologica è ecologicamente
compatibile solo su "piccola scala", localmente, e se ancorata ad
una visione olistica del sapere. L'idea bioregionale consiste
essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all'interno della
più ampia comunità di viventi e nell'agire come parte e non a-parte
di essa, correggendo i comportamenti indotti dall'affermarsi di un
sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori
delle leggi della natura e sta devastando,ad un tempo, la natura
stessa e l'essere umano. Il bioregionalismo si rifà ai principi
ecocentrici, riconoscendo che l'equilibrio ecologico esige una
profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri
umani riguardo al nostro ruolo nell'ecosistema planetario... Questa
consapevolezza non è qualcosa di completamente nuovo, ma affonda le
sue radici negli antichi saperi popolari (nativi
americani,aborigeni australiani, ecc..) e nelle grandi tradizioni
spirituali occidentali ed orientali.
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