Agricoltura naturale Di Emilia Hazelip
La specie umana ha sempresaputo adattarsi ai problemi della
sopravvivenza a ciò che ha dovuto affrontare dacché abita la Terra.
Di nuovo oggi, l’attitudine della cultura occidentale minaccia
l’evoluzione naturale del Pianeta e l’esistenza di molte specie.
Anche se culturalmente abbiamo perduto lo stato di grazia, come
umani possiamo reintegrarlo; lì comincia l’ ecologia. Non
dimentichiamoci che le nostre radici affondano in quei popoli dell’
Antichità che praticavano la guerra, il commercio e la
schiavitù.
E, come se non bastasse, continuiamo disprezzando i valori di altre
culture umane considerandole inferiori e giustificando il nostro
dominio per il loro bene. Questo comportamento è così ancorato in
noi che, senza accorgercene, perpetuiamo certe credenze; per
esempio - ci han fatto credere che il Paradiso Terrestre era
situato in un luogo concreto e così appartenente al passato che si
è perduto nella notte dei tempi... Ma il Paradiso Terrestre non è
altro luogo che il Pianeta in tutta la sua estensione; e quello che
per la cultura giudeo-islamica-cristiana è andato perso, per altri
gruppi umani con culture ecologiche il Paradiso è il pezzo di
pianeta nel quale vivono integrati, su biotopo, con economie non
predatrici e accettando i suoi limiti. Vivere integrati nella
creazione Dal punto di vista occidentale, la cultura degli
aborigeni dell’ Africa Australe, è forse al giorno d’oggi la più
sovversiva che esiste. Questo popolo, che solo fino a 200 anni fa
occupava un territorio grande come da Gibilterra alla Siberia, mai
ha praticato la guerra. I boscimani non solo non inventarono il
fratricidio ma inventarono una dinamica sociale che oggi nei
circoli New Age si considera una speranza evolutiva: decisioni per
consenso e eguaglianza tra i sessi, è la forma di vita di questa
cultura ancestrale.Chi sono i più evoluti? Quelli che inventarono
la ruota e vanno sulle stelle o quelli che restarono nudi e non
perdettero l’arte di vivere in armonia con la Creazione? La cultura
occidentale pensa in termini di risorse naturali quando considera
le ricchezze del Pianeta. L’acqua e l’aria, elementi che si
pensavano beni inesauribili. incominciano ad essere risorse fragili
la cui carestia è ben difficile da rimediare. Per questo, quando si
analizzano profondamente le conseguenze dell’ esplorazione
planetaria ci sommerge la tristezza... è come un lutto verso la
vita, verso noi stessi e gli esseri cari. La sensazione di
impotenza può essere paralizzante.... Cosa si può fare? Come essere
di nuovo parte integra della vita planetaria? Come uscire da una
economia immorale e parassita? Come impedire questo genocidio
planetario, questo suicidio collettivo? Cosa succede oggi nel mondo
civilizzato e nelle sue colonie economiche? Un’economia basata
sulla crescita continua non può mantenersi indefinitamente, non è
durevole. Ma ammettere questo è come ammettere che il nostro
sistema è falso... e, chiaramente, si fa prima ad eliminare le
minoranze, iniziare guerre, reprimere, sopprimere popoli interi...
che ammettere il nostro errore. Intanto la spirale di causa-effetto
segue il suo movimento inesorabile e le conseguenze di quest’errore
fondamentale continuano a produrre catastrofi; Dognana oggi,
Chernobyl ieri..... siamo alla resa dei conti.
PERMACULTURA, pensiero globale
Negli anni ‘60, un giovane universitario della Tasmania di nome
David Holmgren presentò come tesi per il dottorato negli studi
sull’ambiente una specie di “strumento” ecologico cui assegnò il
nome di Permacultura (Bill Mollison era il professore relatore di
tesi, e come succede a volte nell’ambiente universitario pirateggiò
il lavoro dello studente). David ha diffuso un modello sistematico
per organizzare, pianificare e disegnare, in un modo positivo e
coerente con gli interessi di altre specie, tutto lo spazio che si
trova nella zona rurale, urbana o industriale. Il disegno ecologico
in Permacultura tiene in conto qual è il problema per proporre
soluzioni al parassitismo convenzionale. Il pensiero lineare e
riduzionista provoca ingiustizia e sofferenza negando la dinamica
dell’Effetto Sinergico che regge la vita. Nel pianeta tutto è
interconnesso, anche la Fisica Moderna riconosce l’Effetto Farfalla
che sostiene che anche il movimento delle ali di una farfalla può
provocare agli antipodi una catastrofe. L’originalità della
Permacultura è che nello stesso tempo che si realizza un disegno
pratico nella materia, impariamo a pensare globalmente, a vedere le
connessioni. E quando attraversiamo la vertigine iniziale
nell’usare la nostra mente in molteplici e simultanee direzioni
sentiamo una pace profonda, permettendo al cervello di funzionare
con i suoi emisferi complementari, in armonia creativa,
manifestandoci qui e ora, senza parassitismo...Per sentirsi bene
con noi stessi dobbiamo sentire che anche il pianeta si sente bene,
tutto è in tutto e noi non facciamo eccezione; dunque culturalmente
abbiamo perduto lo stato di grazia, ma come umani possiamo
reintegrarlo e lì inizia l’ecologia. Rimediare all’ipersfruttamento
Per fare un disegno ecologico più semplice è bene seguire un corso
pratico in cui si lavora mentre si spiega e si apprende. Conviene
anche leggere quello che si può sul disegno ecologico e cercare di
fare esercizi mentali relazionando elementi che a prima vista
possono sembrare disparati: che vantaggi possono esserci unendo un
pollaio a una serra?... E, in quanto a quale tipo di agricoltura
possiamo praticare nel nostro orto: la Biologica tradizionale, la
Biologica della CEE, l’Agricoltura Biodinamica, la Naturale di
Masanobu Fukuoka, la Sinergica..., la Permacultura non ha preso
nessuna posizione, solo propone e raccomanda che non si coltivi con
prodotti chimici. Personalmente ritengo che dover destrutturare il
suolo e mantenerlo fertile artificialmente aggiungendo concime,
compost, etc. è un errore che si va praticando sin dall’inizio
dell’agricoltura e che forse è ora di rimediare poiché è
responsabile di tantissima erosione nel pianeta. L’Agricoltura
Sinergica che io pratico si è sviluppata a partire dal lavoro di
Masanobu Fukuoka - agricoltore- microbiologo giapponese precursore
della Permacultura - e si tratta di una agricoltura che permette al
suolo di mantenersi selvaggio anche essendo coltivato, anche con
alcuni adattamenti come può essere l’uso delle macchine.
Quest’agricoltura ha una sua tecnica e non si può definire come del
“Non Fare” come il metodo di Fukuoka, giacché mantiene una dinamica
selvaggia in un suolo coltivato fertile e sano, il che richiede
molto calcolo e organizzazione nel lavoro. La Riforma Agronomica
che prevede il lavoro di Fukuoka permetterà di alimentare la
popolazione umana in espansione quando il trasporto, il petrolio e
i tanti elementi necessari all’agricoltura convenzionale verranno a
mancare. Questa agricoltura auto-fertile tarderà ad essere
adottata, però sta qui per correre in aiuto alla gente del
pianeta
COS’E L’AGRICOLTURA SINERGICA?
La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari
organi per realizzare una funzione. Così come nel nostro organismo
tutto il sistema e i suoi elementi funzionano interrelazionandosi e
con coerenza, questa sinergia è presente tra la terra ed i
microrganismi che la abitano - arricchendola - o tra i legumi e i
batteri fissatori di azoto atmosferico o nell’associazione tra
piante che si danno mutuo beneficio. Questo sistema di agricoltura
naturale, che affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka,
protegge l’ecosistema del suolo permettendo alla terra di mantenere
i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, comprendendo
che la terra ha capacità di autofertilizzarsi. Lavorando su bancali
(aiuole), di 120 cm di larghezza e 50 di altezza, il suolo si copre
con pacciamatura, strato di resti organici che fa da filtro
protettore tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la
forza disseccante del sole e quella compattante ed erosiva della
pioggia e il vento. Copertura che diventa anche un concime di
superficie che va ad alimentare la terra da sopra a sotto. Così si
stabilisce nel suolo un equilibrio stabile tra i suoi abitanti,
siano lombrichi lavoratori di profondità, lombrichi rossi del
mantello (strato superficiale) o i miliardi di ogni specie di
esseri microscopici vegetali o animali che vivono e muoiono nel suo
seno. In nessun momento vanno traumatizzati modificando e
sconvolgendo il loro habitat. Imitare ciò che fa la natura implica
lasciare la terra sempre coperta con una pacciamatura, aperta solo
negli spazi o nelle linee di semina. La pacciamatura si va
trasformando in mantello, in humus. Affinché la terra disponga di
materia organica dentro di sé, senza la necessità di interrarla, si
lasciano sempre dentro le radici, eccetto quelle che si raccolgono
per il consumo. Questi resti nutrono la flora intestinale della
terra e questa a sua volta permette la nutrizione delle piante.
Quando la fertilità della terra non si perde per l’erosione, non
sono necessarie costanti compensazioni sotto forma di qualsiasi
specie di concime, come lo sterco, e la fertilità si mantiene da
sola. Tocca alle persone con spirito pioniere iniziare a praticare
e aiutare gli altri a realizzare quest’agricoltura del nuovo
millennio, essa è gia utilizzata in paesi con elevata densità di
popolazione e con scarsità di mezzi.