Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

Informazioni

Radici

Un gruppo che raccolga e divulghi le antiche conoscenze, il sapere e saper fare dei nostri antenati, affinché i nuovi Bionieri e Ri-abitanti possano riappropriarsene e tramandarle ai loro figli.

Membri: 81
Attività più recente: 17 Mag

I nostri antenati: la maggior parte contadini: i veri Bionieri, vivevano in sintonia con la natura, e producevano quasi tutto ciò che serviva loro, in una economia di sussistenza in essere da centinaia di anni.

Molti di essi però, a causa della vita misera che conducevano da generazioni, attratti dalle nuove opportunità della città, scelsero di abbandonare le loro case ed i loro paesi, per cercare una vita migliore per sé e per i loro figli.

In un primo tempo le migrazioni furono stagionali, poi con l’avvento delle grandi industrie
molti partirono per sempre, anche molto lontano, nelle Americhe, o in Francia, in Germania, o più vicino, nelle grandi città italiane .

Partirono abbandonando i villaggi sulle Alpi e sull’Appennino, lasciando dietro di sé solo i vecchi, come gli ultimi saggi indiani, detentori di un’antica civiltà contadina fatta di rispetto della natura, di profonda conoscenza del territorio e della sua fragilità, di antichi saperi di medicine naturali e di erbe selvatiche tramandate di madre in figlia …di antichi mestieri tramandati di padre in figlio, dai gesti precisi e consapevoli ormai dimenticati.

In simbiosi con le forze naturali , essi avevano una capacità di predire il tempo che sarebbe venuto, l’occhio abituato a cogliere dettagli anche molto lontani, acuti l’udito e l’olfatto , conoscevano il vento e la pioggia, le fasi lunari, le stagioni, comunicavano istintivamente con gli animali domestici e selvatici, sentivano crescere il grano sotto la terra, attraverso gesti semplici e sempre uguali si tramandavano le conoscenze e le memorie, con i loro dialetti molto più precisi dell’italiano televisivo che tutti noi utilizziamo, in una percezione circolare del tempo…

L’abbandono della montagna ha comportato conseguenze che noi tutti paghiamo ora: il degrado dei terrazzamenti fatti con muri di pietra a secco e la perdita di colture preziose, il disboscamento selvaggio e lo sbancamento di aree geologicamente fragili per costruire nuovi quartieri, la mancata manutenzione collettiva dei rivi e delle canalizzazioni, hanno provocato il collasso di un territorio fragile come quello italiano, con frane, alluvioni, inondazioni… e poi le monocolture che impoveriscono il territorio, l’uso di pesticidi che attentano ogni giorno alla nostra salute. la mancanza di rispetto verso gli animali con gli allevamenti in batteria, i viaggi della morte, ecc.

Vorrei che in questo gruppo arrivassero le ultime briciole delle conoscenze dei nostri antenati, attraverso vecchie foto, disegni di attrezzi, descrizioni di mestieri, di procedimenti, di antiche ricette, proverbi, ecc., con una paziente ricerca di tutti presso gli anziani, come omaggio a chi ci ha preceduto e per fare sì che i nuovi Bionieri e Ri-abitanti possano riappropriarsene e tramandarle ai loro figli, colmando in parte la perdita di conoscenze dovuta a un gap di due o tre generazioni “cittadine”.



Forum di discussione

CURARSI

Iniziata da Gatta Marmotta. Ultima risposta di Gatta Marmotta 17 Mag. 25 Risposte

Come si curavano i nostri vecchi?   c'è qualcosa degli antichi saperi che possiamo ancora utilizzare?  invito tutti a cercare nella memoria delle loro famiglie, o tra i vicini di casa anziani,  o tra…Continua

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Spazio commenti

Commento

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Commento da Nadia su 24 Luglio 2012 a 9:15

@silvano: hai poi scoperto a cosa serve l'attrezzo nella foto? mia nonna lo usava per spostare le braci, ma non so se fosse il suo utilizzo principale e "normale"...

Commento da Nadia su 24 Luglio 2012 a 9:11

Il gruppo Radici! Come non averci pensato?

Non so se qualcuno di voi ha letto la discussione sul Galium verum... qualcuno di voi conosce il procedimento con cui veniva utilizzato come caglio nella preparazione del formaggio?

Io sto chiedendo a qualche nonnino in zona... ma nessuno con esperienza da casalingo-casaro sufficiente per ora... grazie a chiunque risponda :)

buona giornata, nadia

Commento da Gatta Marmotta su 3 Marzo 2012 a 22:33

Commento da Silvano Strobino su 21 Giugno 2011 a 9:20
.... se hai tempo ed occasione mette la foto di una di queste piantine e magari anche i semi. Ciao Silvano
Commento da maurizio vaccarono su 20 Giugno 2011 a 22:13
carissimo amico silvano, non vorrei die un'eresia, comunque io ne ho visti di questi oggetti, concordo che veniva usato per tostare il caffè, almeno così dicevano pure a me, però non mi sento di dare per scontato che servisse solo a quello, magari lo usavano anche per altre tostature, anche se penso che hai fatto centro,era proprio per tostare il caffè, anche se non sempre il caffè è quello che intendiamo noi, esistono dei fiori che fanno dei piccoli semi, che venivano appunto tostati, si trovano quì nel nostro paese senza bisogno d'importarli, il caffè è molto più chiaro, non dico come il the, ma quasi, se non erro da noi lo chiamavano il caffè dl'è borde.
Commento da Silvano Strobino su 20 Giugno 2011 a 21:10
Vi "posto" alcune immagini di un oggetto "misterioso".... dovrebbe essere servito per tostare il caffè ? Qualcuno ne sa di Più ?
Commento da maurizio vaccarono su 20 Giugno 2011 a 10:50
pensierino per voi dal parco nazionale gran paradiso, non potendovi inviare una cartolina, condivido una delle più belle foto che sono riuscito a scattare. lui è lo stambecco.., il rè del parco.
Commento da maurizio vaccarono su 20 Giugno 2011 a 10:49
Commento da Gatta Marmotta su 16 Giugno 2011 a 21:52

RADICI ( F. Guccini)

 

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un' aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai,
se vuoi capire l'anima che hai...

Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te,
come il fiume che ti passa attorno,
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei,
lentamente, giorno dopo giorno
ed io, l'ultimo, ti chiedo se conosci in me
qualche segno, qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te
risposta ad ogni cosa non capita,
risposta ad ogni cosa non capita...

Ma è inutile cercare le parole,
la pietra antica non emette suono
o parla come il mondo e come il sole,
parole troppo grandi per un uomo,
parole troppo grandi per un uomo...

E te li senti dentro quei legami,
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani,
ma non comprendi più il significato,
ma non comprendi più il significato...

Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi,
tutto è morto e nessuno ha mai saputo
o solamente non ha senso chiedersi,
io più mi chiedo e meno ho conosciuto.
Ed io, l'ultimo, ti chiedo se così sarà
per un altro dopo che vorrà capire
e se l'altro dopo qui troverà
il solito silenzio senza fine,
il solito silenzio senza fine...

La casa è come un punto di memoria,
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza,
e provi un grande senso di dolcezza...

Commento da Gatta Marmotta su 16 Giugno 2011 a 21:43
Ho trovato questo video su YOU Tube e mi è piaciuta molto l'idea e la realizzazione... quando ho tempo lo voglio fare per il mio paese... vi piace?
 

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