ai confini tra selvatico e coltivato
Salve a tutti i Bionieri,
con questo post intendo dare il via ad una progetto in stile Open source per la realizzazione a livello teorico di una Food Forest in un ettaro di terreno, se ne parla da un po di tempo in giro (ho letto qualcosa a riguardo anche su qualche post dei Bionieri) ma a livello Italiano si sa poco o pressapoco, voglio scrivere qua il mio progetto in modo da ritrovarsi a fine lavoro, con uno schema o linea guida.
Aggiornerò il post man mano in modo da renderlo facilmente fruibile.
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Permalink Risposto da Donald Alessandri su 18 Gennaio 2013 a 14:26 Ciao Elena!
Si lo so che 36 per pianta e poco magari l'aumenterei a 40 o 45 metri, ma volevo lasciare tre spazi distinti nella food forest dove fare delle coltivazioni seguendo il disegno di Mandala seguendo i concetti della permacoltura, come questa qui sotto; grazie per la dritta sull'ontano, per le azoto fissatrici bisogna farci uno studio a parte solo per la giusta collocazione.
Grande! Anch'io vorrei fare una food forest, anzi vorrei per prima cosa fare il corso di permacultura, ma purtroppo li fanno lontani ed in periodi a me sfavorevoli per la campagna! Seguirò con interesse il tuo lavoro!
Silvia
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 1 Luglio 2012 a 15:04 Altro aggiornamento, da qui in poi li lascio in doc nel thread principale, punti di vista differenti sn sempre benvenuti
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 7 Luglio 2012 a 13:45 Attirare nel bosco insetti benefici e impollinatori
Da svolgere prima dell'inizio della primavera
Dopo aver effettuato il disboscamento e' importante mettere a dimora piante e fiori che attirino gli insetti benefici in modo tale che al momento dell'installazione nell'anno successivo della Food Forest ci sia gia' presente un'ambiente che incentivi e attiri l'azione degli insetti, innescando una lotta bilogica (la lotta biologica è una tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi). E' ovvio che non si devono usare prodotti chimici, se si vogliono attirare insetti benefici. Altro fattore da prendere in cosiderazione e' scegliere tipi di piante che forniscano cibo durante tutto l'anno, dall'inizio della primavera sino alla fine della stagione, prima del letargo (
Insetti benefici da attirare e come rendere accogliente e attraente la zona:
Ragni Sono predatori fenomenali di una vasta gamma di insetti infestanti. I ragni consumano tutti gli insetti da afidi a coleotteri e falene fino alle zanzare. Fornire loro una fitta varieta' di piante; esse attirano molti ragni piu' di un prato solo. Costruire fascine o spazi rocciosi: sono terreno di caccia ideale per i ragni. I ragni svernano come adulti o come uova nella vegetazione morta, uno spesso starto di pacciamatura da loro la protezione che cercano.
Coccinelle Le coccinelle si nutrono principalmente di afidi e bruchi. Per svernare le coccinelle si rifugiano nelle fenditure della corteccia sfogliante di alberi ed arbusti fra cui: Acer griseum, Myrrica cerifera, Lagerstroemia, Cornus mas, Thuja occidentalis, Juniperus virginiana, Stewartia pseudocame llia, Betula papyrifera, Prunus maackii, Toxodium distichum, Hydrangea quercifolia, Hydrangea petiolaris, Physocarpus opulifolius, lonicera fragrantissima, Philadelphus coronarius, Deutzia scabra. Le piante che attirano le coccinelle: Achillea filipendulina, Achillea millefolium, Ajuga reptans, Alyssum saxatile, Anethum graveolens, Anthemis tinctoria, Asclepias tuberosa, Atriplex canescens, Coriandrum sativum, Daucus Carota, Fagopyrum esculentum, Feoniculum vulgare, Helianthus maximilianii, Penstemon strictus, Potentilla recta, Potentilla villosa, Tagetes tenuifolia, Tanacetum vulgare, Teraxacum officinale, Veronica spicata, Vicia villosa.
Crisope Sono le larve che distruggono la maggior parte dei parassiti. Si nutrono principalmente di acari e afidi, ed altri piccoli insetti e uova di insetti. Sono attratte dalle luci di sera nelle serate primaverili ed estive. Piante che le attraggono: Acjillea millefoglie filipendulina, Anethum graveolens, Angelica, Anthemis tinctoria, Atriplex canescens, Callirhoe involucrata, Carum, Coriandrum sativum, Cosmos bipinnatus, Daucus Catora, Foeniculum vulgare, Helianthus maximilianii, Tanacetum vulgare, Taraxacum officinale.
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 15 Luglio 2012 a 20:19 Piante che attirano insetti utili
Calendula
Calendula officinalis (detta anche fiorrancio o calendola). Tutt’altro che difficile da coltivare deve essere posta in pieno sole e non ha particolari problemi ad adattarsi al clima; il terreno va mantenuto sempre umido ma non fradicio e va concimata ogni 2 settimane con fertilizzante ricco di fosforo e potassio. La sua presenza attira isirfidi.
Tagetes
Una delle specie più famosa è T. Erecta (detta Rosa d’India) ed è una pianta annuale e rustica che si coltiva di solito in vaso ma che cresce benissimo anche all’aperto. In genere le specie di Tagetes sono annuali e vanno quindi messe a dimora da marzo ad aprile fino ai primi freddi. Amano posizioni in pieno sole e annaffiature regolari che diventano abbondanti durante i periodi più caldi dell’anno. Vanno concimati ogni 15 giorni con un normale fertilizzante liquido. Anche le piante di tacete attraggono i sirfidi.
Fiordaliso
(Centaurea cyanus), può raggiungere i 90 cm di altezza e presenta foglie alternate,lanceolate, lunghe fino a 4 cm; il suo tipico fiore è di un bel colore blu. Visto la sua area di provenienza la sua coltivazione è molto semplice perché se la cava egregiamente da solo, basta assicurargli un’esposizione in pieno sole. La sua presenza attira i sirfidi e le coccinelle.
Ortica
(Urtica dioica) usatissima per le sue proprietà benefiche nonché come antiparassitario naturale contro gli afidi, lasciare qualche pianta d’ortica vicino a orto e/o giardino è consigliato anche perché attirano le coccinelle che qui trovano riparo e nutrimento (le coccinelle infatti si nutrono anche di nettare e di polline).
Morella
(Solanum nigrum) appartiene alla vasta famiglia delle Solanaceae. Conosciuta fin dall’antichità la morella comune è diffusa in tutto il mondo ed è molto facile trovarla nei campi incolti, nei vigneti e soprattutto negli orti. Alta fino a 80 cm presenta un fusto molto ramificato, foglie lanceolate o ovate lunghe fino a 8 cm; i fiori sono bianchi e formano delle bacche ovoidali, prima verdi e poi nero lucido, che contengono molti semi. La sua presenza attira le coccinelle e i miridi.
Anti parassitari, naturali
Sapone molle: si tratta di sapone vegetale a base di potassio e privo di sodio; questo prodotto viene diluito in acqua assieme al principio attivo, per fare in modo che quest’ultimo rimanga meglio attaccato al fogliame: il sapone molle viene anche utilizzato semplicemente per “lavare” il fogliame, si vaporizza sulle foglie per rimuovere delicatamente glia fidi, la melata o anche eventuali fumaggini.
Equiseto: si utilizza l’estratto di equiseto, o volendo anche un semplice macerato, come fungicida; questo prodotto oltre a debellare i funghi di gran parte delle più comuni malattie fungine, tende a prevenirle, rinforzando le pareti cellulare delle cellule della lamina fogliare.
Quassia amara: l’estratto di cassia si utilizza contro gli afidi, oltre a uccidere questi piccoli insetti rende il fogliame poco appetibile e quindi temporaneamente evita la ricomparsa. Non è dannoso per gli insetti utili. In commercio è facile trovare il legno quassio sottoforma di segatura o in cilindretti o ancora in scaglie; in questi casi, per ottenere i principi attivi, si mette il legno quassio a macerare per 24 ore circa in acqua che poi viene portata a ebollizione a fuoco lento per circa un’ora. Le dosi sono di 2 kg di legno quassio ogni 100 litri di acqua. Se invece si trova la polvere micronizzata (cioè ridotta in particelle piccolissime) si può tenere un paio di giorni a macerare senza doverla poi bollire. In ogni caso queste preparazioni possono essere evitate perché in vendita si trovano prodotti a base di quassine in soluzioni acquose che semplificano (e di molto!) il loro utilizzo.
Ortica: l’estratto di ortica invece viene utilizzato contro gli acari.
Olio di pino: in agricoltura biologica sostituisce l’olio bianco, si utilizza prevalentemente contro la cocciniglia. Da ottimi risultati anche contro larve di lepidotteri e contro i tripidi.
Nicotina: molti insetticidi di sintesi contengono un principio attivo molto tossico derivato dalla nicotina; il macerato di tabacco è un ottimo insetticida, anche se sembra possa essere nocivo anche per alcuni insetti utili e non è molto persistente.
Azadiractina: è il principio attivo contenuto nell’olio di neem, utilizzato in agricoltura biologica contro afidi e cocciniglia; viene utilizzato anche come fungicida radicale e stimolante della crescita.
Bicarbonato: diluito in acqua viene utilizzato contro oidio, botrite e muffe in genere.
La felce aquilina
(Pteridium aquilinum) appartiene come l’equiseto e le altre felci alla divisione della Pteridophyta, un gruppo di piante antichissime apparse sulla terra alcune centinaia di milioni di anni fa durante l’era geologica del Devoniano. La felce in questione è un’erbacea perenne che può raggiungere i 3 metri di altezza ed è contraddistinta da grandi foglie di forma triangolare e completamente dentellate, sorrette da piccioli ritti e duri che sbucano da un rizoma strisciante. Cresce abbondante in terreni umidi, in prevalenza silicei, in zone boschive ma anche nell’incolto e nei pascoli e per questo viene da molti ritenuta alla stregua di una infestante; è una pianta molto ricca di potassio, fosforo, azoto e magnesio. Come antiparassitario la felce aquilina agisce come repellente e per contatto contro gli afidi in modo efficace ma trova applicazione anche contro le cocciniglie e per combattere alcuni tipi di ruggine. Durante il periodo che va da giugno a settembre vengono raccolte solo le parti aeree della pianta e poste in un contenitore a macerare per 3 giorni: le dosi consigliate sono di 1 kg di pianta fresca (o di 100 grammi di pianta essiccata) per ogni 10 litri di acqua. Una volta ottenuto il macerato lo si deve diluire dieci volte e può essere utilizzato spruzzandolo sulla pianta e direttamente a contatto dei parassiti. Per sfruttare la sua azione antimicotica va impiegato durante la tarda primavera, non diluito, sulle piante e sul suolo a loro contiguo.
Aglio
L’allicina infatti, potente antibiotico e antifungino presente in elevate quantità nell’aglio, unita ad altre preziose sostanze, ha un’azione repellente nei confronti di acari, afidi e tignole. L’aglio inoltre possiede riconosciute qualità antibatteriche e si dimostra efficace nel rallentare malattie come la peronospora, oltre a combattere, se distribuito nel terreno, alcuni tipi di nematodi.
Il modo migliore e più semplice di usarlo con buoni risultati è quello di tritare il più finemente possibile 100 grammi di bulbi in 10 litri d’acqua e lasciarli a macerare per almeno 12/24 ore (l’ideale è tre giorni) dopodiché lo si può impiegare direttamente sulla pianta versandolo delicatamente sulle parti attaccate; una volta filtrato può essere applicato molto più comodamente con l’utilizzo di un vaporizzatore.
Ricordatevi che la tempestività è molto importante per la riuscita dell’intervento: prima vi accorgerete del focolaio e maggiore sarà la probabilità di successo.
Infine applicate la soluzione la sera o al mattino presto per evitare che le gocce di acqua sulle piante, quando attraversate dalla forte luce solare, possano avere un effetto lente capace di danneggiare la vegetazione.
Assenzio
Le sue proprietà antiparassitarie sono dovute alle sostanze che contiene la pianta, tannini e resine in primis, ma soprattutto a un famoso terpene, il tujone, il tanaceto; per ottenere tale effetto si usano tutte le parti della pianta, fusto, foglie e fiori, raccolte nel periodo che va da giugno a settembre.
L’assenzio può essere usato sia come infuso che come macerato e le dosi consigliate sono di 300 grammi di pianta fresca (o 30 grammi di pianta essiccata) ogni 10 litri di acqua. L’infuso può essere diluito ma io consiglio di usarlo puro: contro la cavolaia durante il suo sfarfallamento o spruzzato direttamente sulle piante per combattere afidi e altri bruchi. Stesso utilizzo non diluito per il macerato, da spruzzare direttamente sulle piante contro gli afidi nel periodo che va dalla primavera alla fine dell’estate.
Peperoncino
Per ottenere l’antiparassitario al peperoncino serve la polvere ottenuta da semi e bacche. Se la povere la fate in proprio considerate che il grosso della capsaicina non è nei semi (che ne sono comunque ricchi) ma nella membrana interna alla bacca che deve essere dunque mantenuta nella fase dell’essiccazione al sole. Se viceversa non volete farvi la vostra polverina potete tranquillamente comprarla al supermarket.
In ogni caso dovrete sciogliere 2 o 3 grammi di polvere di peperoncino per ogni centilitro d’acqua e spruzzarlo una volta alla settimana direttamente sui parassiti presenti sulle piante. Anche per questo metodo è importante la tempestività e la frequenza dell’intervento: se l’attacco non è grave di solito è sufficiente un’applicazione alla settimana, da fare nelle ore più fresche della giornata, se invece i parassiti sono particolarmente numerosi si dovranno raddoppiare gli interventi. In caso di pioggia si deve ripetere l’applicazione.
Pomodoro
È n assoluto l’ortaggio più coltivato negli orti d’Italia e del mondo ma il pomodoro possiede anche altre proprietà come quelle antiparassitarie. Macerando i suoi fusti e le sue foglie si ottiene infatti un ottimo antiparassitario utile per afidi e non solo, ma basta solo la sua presenza come pianta per scoraggiare molti ospiti indesiderati come le cavolaie, altiche e mosche varie.
Permalink Risposto da Luca Paci su 12 Gennaio 2013 a 16:08 Io sono al secondo anno di lavori. Ho preparato e ormai piantato diverse cose.
Permalink Risposto da Melina su 17 Gennaio 2013 a 16:22 Ciao luca hai foto della tua foodforest? ne sto progettando una è sono interessata a osservare quella degli altri come procedono :)
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 18 Gennaio 2013 a 14:13 Concordo con melina, fai un po di foto sono anche io curioso
quando posso mi sposto nel Victoria dove sono nate le prime Food forest e faro' delle foto li'
Permalink Risposto da Luca Paci su 19 Gennaio 2013 a 17:49 Le foto le trovate nel mio sito alla voce "Bosco Analogo".
E' un terreno ripido di due ettari che in buona parte è stato coltivato a noci 20 anni fa. Il noceto, subito abbandonato si è inselvatichito, riempito di vitalbe. Io pulisco, pianto essenze azotanti in associazioni a piante che richiedono nutrienti. Ho tracciato sentieri che consentono di spostarsi. Prima era un roveto completamente impenetrabile. La zona vicina a casa è a frutteto e oliveto, misto. Ho costruito un semenzaio riscaldato, dove centinaia di semi attendono di spuntare. Altre centinaia di semi, talee e radici stanno aspettando in un semenzaio non caldo.
Permalink Risposto da Luca Paci su 5 Febbraio 2013 a 15:43 Aggiunta 5 febbraio 2012
Oggi ho seminato in un semenzaio riscaldato elettricamente: alnus cordata, arbutus unedo, malus sylvestris, robinia pseudoacacia, prunus avium, prunus cerasifera,rosa canina, acer pseudoplatanus, erica arborea. Attendono la primavera per andare in semenzaio non riscaldato: finocchio selvatico, garofano turco, basilico greco, ruta graveolens, symphytum officinalis. L'avanzata di sinapis alba è potente. Appena riesco semino trifolium repens in terra.
Benvenuto in
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Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 19 Maggio 2013 alle 10:04 4 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 18 Maggio 2013 alle 14:00 2 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 17 Maggio 2013 alle 11:09 14 Commenti 3 Mi piace
Post aggiunto da Enrico Marcolongo il 16 Maggio 2013 alle 21:00 0 Commenti 1 Mi piace
Post aggiunto da Carmelo Cannarella il 16 Maggio 2013 alle 9:30 6 Commenti 5 Mi piace
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