sagra gadoi e salgari
26 Maggio 2013 tutto il giornosagra gadoi e salgari
26 Maggio 2013 tutto il giorno
ai confini tra selvatico e coltivato
Salve a tutti i Bionieri,
con questo post intendo dare il via ad una progetto in stile Open source per la realizzazione a livello teorico di una Food Forest in un ettaro di terreno, se ne parla da un po di tempo in giro (ho letto qualcosa a riguardo anche su qualche post dei Bionieri) ma a livello Italiano si sa poco o pressapoco, voglio scrivere qua il mio progetto in modo da ritrovarsi a fine lavoro, con uno schema o linea guida.
Aggiornerò il post man mano in modo da renderlo facilmente fruibile.
Tag:
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 28 Maggio 2012 a 17:15 Come primo elemento con cui iniziare a ragionare, proporrei i 7 livelli (oppure gilde) con cui è formata una Food Forest, in modo da trovare le piante perenni giuste da incasellare sotto l'appropriato livello di appartenenza.
I livelli sono:
Tener presente degli ottimi benefici delle micorrizzie da aggiungere.
Ho visto fare qualcosa di simile in amazzonia, e forse anche Fukuoka faceva cose simili, ma non ho esperienza diretta di questo tipo di coltivazione...penso che gli alberi devono essere molto radi o ai margini dei campi, altrimenti poche piante potrebbero crescerci sotto...in amazzonia ad esempio piantavano piccoli alberi e banani, in mezzo ai quali coltivavano tutto il resto, col tempo gli alberi prendevano il sopravvento e la coltivazione si spostava in altro luogo
Permalink Risposto da Luca Cundari su 28 Maggio 2012 a 18:02 Interessante, io ne so poco e non saprei dire la mia ma seguirò questo post! Ciao
Permalink Risposto da Cardo Anfibio su 25 Giugno 2012 a 11:58 Ciao Donald e tutti, come Luca anche io approfitto per scrivere grazie per questo contributo divulgativo.
Permalink Risposto da Manuela B su 28 Maggio 2012 a 18:43 Donald,
che bella idea. Io ho letto molto perchè pur non avendo nemmeno un fazzoletto di terra, seguo tutto quello che mi interessa, così mi illudo di prepararmi (teoricamente) per quando farò il salto.
Ci sono dei progetti in giro per il mondo, ho letto alcune cose riferite all'australia, conosco meno le realtà italiane anche se so che ci sono dei progetti avviati.
Mi pare di capire che hai già un progetto in mente e penso che sia bello condividerlo con noi.
Allora per partecipare attivamente servirebbe sapere dove si trova l'ettaro di terreno, che tipo di clima c'è, e se possibile se ci sono piante autoctone che si possono usare................
Permalink Risposto da Attilio su 29 Maggio 2012 a 18:46 Dipende da troppi fattori: esposizione, tipi di suolo, disponibilità di acqua.
Comunque a livello teorico, ipotizzando di coltivare nel piano padano se vuoi aggiungere alla tua lista:
eucaliptus
albero della canfora
acacia
cachi
carubbo
albicocco
pruni
gelso
pompelmo
bergamotto
kiwi
passiflore
vari tipi di bamboo adatti alle zone temperate.
Il lentisco (pistacchio) cresce bene solo al sud così come la canna da zucchero, fichi d'india e moringa oleifera
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 29 Maggio 2012 a 20:13 Si, lo so che fattori come terreno, acqua ed esposizione sono determinanti, infatti rimane a livello teorico, come se fosse una traccia che è comunque modificabile in base ai fattori che ti ritrovi nel luogo in cui vuoi interagire.
Di sicuro limoni e arance non staranno tanto bene cn qst tipo di clima ! Grazie del contributo.
Permalink Risposto da Melina su 17 Gennaio 2013 a 16:17 eucalipto nel piano padano? umh mai visti come il carubo e il polpelmo
dirrei meglio per la zona melo,pero,ciliegio..
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 18 Gennaio 2013 a 14:28 Dici che l'eucalipto in serra terrebbe?
Permalink Risposto da Melina su 18 Gennaio 2013 a 15:36 io sinceramente credevo che l'eucalipto cresceva solo a sud e centro italia,ma cercando su google sembra che anche in regioni del nord ci sia..
bisognerebbe provare,in serra forse fin che piccolino..poi bisogna metterlo fuori..
Permalink Risposto da Donald Alessandri su 30 Maggio 2012 a 23:40 Per produrre una caloria alimentare impieghiamo dieci calorie fossili, più ti rendi conto che quello che mangiamo dipende dal petrolio, meglio ti immagini come fra vent'anni la gente si sfamera senza l'utilizzo dell'energia fossile; molte conoscenze sono andate perdute.
Se immaginiamo di applicare il concetto di Food Forest ad un'ettaro di terreno corrispondenti a 10.000 metri quadrati, dobbiamo tenere a mente l'unita di suolo, che corrisponde circa a 30 metri quadrati ed indica lo spazio di terreno lasciato ad ogni singolo albero; costituendo un' unita di suolo meno coercitiva per la pianta, portandola a 36 per esempio, si riesce ad avere un pò più di spazio su cui lavorare intagrando così sistemi di biodiversità, per dare alla pianta le sostanze che le servono senza l'utilizzo di ferilizzanti chimici.
Un ipotetico utilizzo intelligente della natura, metterebbe al centro un' Ontano napoletano, che fissando l'azoto presente nell'aria (più del 80%) lo riesca a distribuire o con un fungo che instaura un rapporto di micorizzia con la pianta (anche nn commestibile) che lo distribuisce a quelle di secondo livello, più basse (pesco, albicocco, ciliegio, melo, fico...) o viceversa, quindi quelle di secondo livello micorizziate (anche tartufo magari, che si sposa con il nocciolo) che vanno a pescare azoto verso la parte dell'Ontano. Gli uccellini/uccelli che vivono fra i rami (da definire), tramite il loro guano apportano fosforo al terreno.
Ci aggiungerei piante che attirino gli impollinatori (melo e pero inclusi), penso all'acacia..... Fiori più che altro... da qualche parte metterei delle fragoline di bosco che è una pianta erbacea perenne con radici rizomatose.
Come domanda chiedo, piante come thè, tabacco e ortaggi come la patata darebbero fastidio? Sono incerto, intanto mi informo ma chi lo sa poi mi dica, magari dico baggianate...
Permalink Risposto da Elena Parmiggiani su 8 Gennaio 2013 a 10:21 ciao! 36mq a pianta è poco. soprattutto se vuoi coltivare sotto la pianta da frutto delle altre piante che richiedano luce. meglio meno piante e distanziate 10 metri minimo, che una chioma chiusa che crei troppa ombra, altrimenti la tua scelta quando gli alberi saranno maturi, sarà di sole piante per luoghi ombreggiati...
per l'ontano, e altre azotofissatrici (non solo alberi, ma anche arbusti, perenni, ecc), si può pensare di includerli nelle siepi, ai margini o in posizioni meno vicine agli alberi da frutto, perchè l'ontano ha radici che si sviluppano su grandi estensioni e le foglie possono essere raccolte e messe dove servono (se necessario), tieni conto che un ontano può fornire azoto a 4 meli (inteso come alberi a crescita completa, maturi)...
le micorrize invece sono basilari e vanno diffuse il più possibile e presso ogni albero, con inoculi successivi ogni anno, inoculi che possono essere fatti con un vasetto di terriccio di sottobosco preso in luoghi diversi ogni volta...
per gli impollinatori, metterei tante piante annuali, come le ombrellifere e il grano saraceno, che piace tantissimo...
piante come thè, tabacco e ortaggi come la patata darebbero fastidio?
dipende, la camellia siniensis (il thè) è acidofila, quindi a lungo andare magari rende acido il terreno circostante (ma va bene per fragole e frutti di bosco...), le patate se le fai col cartone e paglia non danno problemi, ma tieni fermo un posto per dei mesi, quindi magari è meglio coltivarle per preparare il terreno "prima" di piantare gli alberi...
il tabacco era coltivato insieme a mais fagioli zucca e girasole, per secoli, ma sono noti i suoi effetti allelopatici sulla vegetazione circostante, soprattutto sulle leguminose, ma se spostate di anno in anno non dovrebbero dare problemi eccessivi...
buona sperimentazione!
Elena
Benvenuto in
Bionieri
Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 19 Maggio 2013 alle 10:04 4 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 18 Maggio 2013 alle 14:00 2 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 17 Maggio 2013 alle 11:09 12 Commenti 3 Mi piace
Post aggiunto da Enrico Marcolongo il 16 Maggio 2013 alle 21:00 0 Commenti 1 Mi piace
Post aggiunto da Carmelo Cannarella il 16 Maggio 2013 alle 9:30 6 Commenti 5 Mi piace
chiara reggiani ha pubblicato degli eventi
© 2013 Creato da Renato Pontiroli.
Tecnologia