Bionieri

ai confini tra selvatico e coltivato

Salve a tutti i Bionieri,

con questo post intendo dare il via ad una progetto in stile Open source  per la realizzazione a livello teorico di una Food Forest in un ettaro di terreno, se ne parla da un po di tempo in giro (ho letto qualcosa a riguardo anche su qualche post dei Bionieri) ma a livello Italiano si sa poco o pressapoco, voglio scrivere qua il mio progetto in modo da ritrovarsi a fine lavoro, con uno schema o linea guida. 

Aggiornerò il post man mano in modo da renderlo facilmente fruibile.

 

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Come primo elemento con cui iniziare a ragionare,  proporrei i 7 livelli (oppure gilde) con cui è formata una Food Forest, in modo da trovare le piante perenni giuste da incasellare sotto l'appropriato livello di appartenenza.

I livelli sono:

  1. Alberi da alto fusto sia per legname che per frutti
  2. Alberi di media altezza o comportamenti nanizzanti oppure alberi che fissano l'azoto
  3. Arbusti
  4. Erbacee
  5. Rizomatose, con radici grosse e fittonanti
  6. Tappezzanti
  7. Rampicanti

Tener presente degli ottimi benefici delle micorrizzie da aggiungere.

Ho visto fare qualcosa di simile in amazzonia, e forse anche Fukuoka faceva cose simili, ma non ho esperienza diretta di questo tipo di coltivazione...penso che gli alberi devono essere molto radi o ai margini dei campi, altrimenti poche piante potrebbero crescerci sotto...in amazzonia ad esempio piantavano piccoli alberi e banani, in mezzo ai quali coltivavano tutto il resto, col tempo gli alberi prendevano il sopravvento e la coltivazione si spostava in altro luogo

Interessante, io ne so poco e non saprei dire la mia ma seguirò questo post! Ciao

Ciao Donald e tutti, come Luca anche io approfitto per scrivere grazie per questo contributo divulgativo. 

Donald,

che bella idea. Io ho letto molto perchè pur non avendo nemmeno un fazzoletto di terra, seguo tutto quello che mi interessa, così mi illudo di prepararmi (teoricamente) per quando farò il salto.

Ci sono dei progetti in giro per il mondo, ho letto alcune cose riferite all'australia, conosco meno le realtà italiane anche se so che ci sono dei progetti avviati.

Mi pare di capire che hai già un progetto in mente e penso che sia bello condividerlo con noi.

Allora per partecipare attivamente servirebbe sapere dove si trova l'ettaro di terreno, che tipo di clima c'è, e se possibile se ci sono piante autoctone che si possono usare................

Dipende da troppi fattori: esposizione, tipi di suolo, disponibilità di acqua.

Comunque a livello teorico, ipotizzando di coltivare nel piano padano se vuoi aggiungere alla tua lista:


eucaliptus

albero della canfora

acacia

cachi

carubbo

albicocco

pruni

gelso


pompelmo

bergamotto


kiwi

passiflore

vari tipi di bamboo adatti alle zone temperate.

Il lentisco (pistacchio) cresce bene solo al sud così come la canna da zucchero, fichi d'india e moringa oleifera 

Si, lo so che fattori come terreno, acqua ed esposizione sono determinanti, infatti rimane a livello teorico, come se fosse una traccia che è comunque modificabile in base ai fattori che ti ritrovi nel luogo in cui vuoi interagire.

Di sicuro limoni e arance non staranno tanto bene cn qst tipo di clima ! Grazie del contributo.

eucalipto nel piano padano? umh mai visti come il carubo e il polpelmo

dirrei  meglio per la zona melo,pero,ciliegio..

Dici che l'eucalipto in serra terrebbe? 

io sinceramente credevo che l'eucalipto cresceva solo a sud e centro italia,ma cercando su google sembra che anche in regioni del nord ci sia..
bisognerebbe provare,in serra forse fin che piccolino..poi bisogna metterlo fuori..

Per produrre una caloria alimentare impieghiamo dieci calorie fossili, più ti rendi conto che quello che mangiamo dipende dal petrolio, meglio ti immagini come fra vent'anni la gente si sfamera senza l'utilizzo dell'energia fossile; molte conoscenze sono andate perdute.

 

Se immaginiamo di applicare il concetto di Food Forest ad un'ettaro di terreno corrispondenti a 10.000 metri quadrati, dobbiamo tenere a mente l'unita di suolo, che corrisponde circa a 30 metri quadrati ed indica lo spazio di terreno lasciato ad ogni singolo albero; costituendo un' unita di suolo meno coercitiva per la pianta, portandola a 36 per esempio, si riesce ad avere un pò più di spazio su cui lavorare intagrando così sistemi di biodiversità, per dare alla pianta le sostanze che le servono senza l'utilizzo di ferilizzanti chimici.

 

Un ipotetico utilizzo intelligente della natura, metterebbe al centro un' Ontano napoletano, che fissando l'azoto presente nell'aria (più del 80%) lo riesca a distribuire o con un fungo che instaura un rapporto di micorizzia con la pianta (anche nn commestibile) che lo distribuisce a quelle di secondo livello, più basse (pesco, albicocco, ciliegio, melo, fico...) o viceversa, quindi quelle di secondo livello micorizziate (anche tartufo magari, che si sposa con il nocciolo) che vanno a pescare azoto verso la parte dell'Ontano. Gli uccellini/uccelli che vivono fra i rami (da definire), tramite il loro guano apportano fosforo al terreno.

 

Ci aggiungerei piante che attirino gli impollinatori (melo e pero inclusi), penso all'acacia..... Fiori più che altro... da qualche parte metterei delle fragoline di bosco che è una pianta erbacea perenne con radici rizomatose.

 

Come domanda chiedo, piante come thè, tabacco e ortaggi come la patata darebbero fastidio? Sono incerto, intanto mi informo ma chi lo sa poi mi dica, magari dico baggianate...

ciao! 36mq a pianta è poco. soprattutto se vuoi coltivare sotto la pianta da frutto delle altre piante che richiedano luce. meglio meno piante e distanziate 10 metri minimo, che una chioma chiusa che crei troppa ombra, altrimenti la tua scelta quando gli alberi saranno maturi, sarà di sole piante per luoghi ombreggiati...

per l'ontano, e altre azotofissatrici (non solo alberi, ma anche arbusti, perenni, ecc), si può pensare di includerli nelle siepi,  ai margini o in posizioni meno vicine agli alberi da frutto, perchè l'ontano ha radici che si sviluppano su grandi estensioni e le foglie possono essere raccolte e messe dove servono (se necessario), tieni conto che un ontano può fornire azoto a 4 meli (inteso come alberi a crescita completa, maturi)...

le micorrize invece sono basilari e vanno diffuse il più possibile e presso ogni albero, con inoculi successivi ogni anno, inoculi che possono essere fatti con un vasetto di terriccio di sottobosco preso in luoghi diversi ogni volta...

per gli impollinatori, metterei tante piante annuali, come le ombrellifere e il grano saraceno, che piace tantissimo...

piante come thè, tabacco e ortaggi come la patata darebbero fastidio?

dipende, la camellia siniensis (il thè) è acidofila, quindi a lungo andare magari rende acido il terreno circostante (ma va bene per fragole e frutti di bosco...), le patate se le fai col cartone e paglia non danno problemi, ma tieni fermo un posto per dei mesi, quindi magari è meglio coltivarle per preparare il terreno "prima" di piantare gli alberi...

il tabacco era coltivato insieme a mais fagioli zucca e girasole, per secoli, ma sono noti i suoi effetti allelopatici sulla vegetazione circostante, soprattutto sulle leguminose, ma se spostate di anno in anno non dovrebbero dare problemi eccessivi...

buona sperimentazione!

Elena

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