ai confini tra selvatico e coltivato
Stiamo per "fare il salto". Dobbiamo acquistare terra e casa.
Avremmo le idee abbastanza chiare quello che vogliamo, ma ci troviamo di fronte ad un bivio.
Il nodo della faccenda è che abbiamo una piccola somma, che impiegheremo quasi interamente per fare questo passo! Le nostre prospettive di crescita economica nel futuro sono pressoché uguali a zero. Presumibilmente, saremo fortunati se riusciremo a guadagnare qualcosa per le esigenze quotidiane. Niente di più.
Di fronte a questi presupposti, abbiamo due strade:
- o scegliamo un terreno senza pretese e una casa in discreto stato... magari un deprimente cubo di cemento sul quale non bisogna fare nessun lavoro, in modo tale che la nostra sopravvivenza è assicurata e non dovremo impegnarci in lavori di ristrutturazione futuri...
- oppure ci prendiamo un terreno bello, con molte potenzialità e un casale fatiscente... anche se non sappiamo se potremo in futuro metterlo a posto.....
So che nessuno può scegliere al posto nostro... ma forse i bionieri di vecchia data si sono già trovati di fronte a questa scelta: come l'avete risolta voi? Quali sono, secondo la vostra esperienza, le priorità di questa scelta?
Una bioniera molto saggia qualche tempo fa ci ha detto: quello che è importante è la terra, non la casa, perché in campagna si vive con poco e si è aiutati reti di collaborazione che risolvono molti problemi pratici!
Già! ma fino a che punto ci si può spingere ad "osare" sperando che poi "tutto si sistema"... e quanto ci si deve tutelare nei confronti di un futuro che sarà, per tutti, sempre più duro e complicato?
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Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 23 Febbraio 2012 a 19:48 Ci sono così tante varianti in corso d'opera che è quasi impossibile dare consigli, noi il salto lo abbiamo fatto 7 anni fa e posso assicurare che non esiste il posto ideale, la terra ideale.. la casa ideale.
comprare possibilmente una casa già catastata evita molti problemi, se poi è costruita con i materiali del posto è già una marcia in più.
Veniamo al reddito, se dobbiamo fare il mutuo, uno dei due dovrà continuare a lavorare per pagarlo, mentre l'altro dovrà iniziare il ciclo virtuoso con la natura, quì non è sufficente l'entusiamo ci vuole conoscenza pura.
Infine dovete essere coscienti che dovrete fare delle rinunce e questo è un fatto molto soggettivo.
Se poi uno si adatta in una capanna nel bosco ha risolto contemporaneamente i problemi descritti sopra.
Permalink Risposto da stevide su 23 Febbraio 2012 a 20:08 La piccola somma che abbiamo ci permette di non fare mutui (che, del resto, nessuno ci darebbe!).
Quindi abbiamo almeno il vantaggio di iniziare senza debiti. Questo si.
Dovremo fare delle rinunce, certo. Del resto anche vivere in una grande città con 1000-1500 euro al mese a un affitto di 700, richiede grandi rinunce... fose ancora maggiori.
Ma questo tema è già superato: se siamo arrivati fin qui, è perché abbiamo maturato un percorso di consapevolezza e avvicinamento (anche fisico) alla campagna.
Naturalmente non esiste terra e casa ideale... o almeno, ognuno ha la sua.
La capanna nel bosco... a trovarla... andrebbe anche bene!! Il fatto è che nelle nostre lunghe ricerche abbiamo constatato che: se c'è la terra, non c'è la casa (già sistemata)... se c'è la casa, non c'è la terra (o è piccolissima e inutilizzabile!)....
Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 23 Febbraio 2012 a 20:45 sicuramente quì si vive con meno soldi, che in città possiamo tranquillamente dire che con 700 euro al mese non ci facciamo mancare nulla, io avrei anche un ettaro di terra che non riesco a lavorare per problemi di salute, ma un tempo in questo pezzo ci vivevano 10 persone, volendo ne potrei avere ancora di terra, ma al momento va bene il piccolo orto, poi ho imparato a fare lo scambio di competenze tecniche in cambio di legna per l'inverno e verdura e miele al posto dello zucchero, internet ci costa 25 euro al mese sempre acceso., un po di benzia per la macchina , poi diciamocelo chiaro quì in questo posto sperduto non ci sono molte tentazioni..
Permalink Risposto da roberto cattaneo su 26 Febbraio 2012 a 7:27 Ciao,porto anche la mia esperienza ,da quattro anni in campagna,e sono d'accordo con quel che dice Luciano,ogni situazione è particolare, e certamente una casa già abitabile anche se non fosse l'ideale,comporta molti rischi in meno,e si può sempre migliorare,partire da zero le incognite sono moltissime,la mia casa attuale ara un piccolo fienile e per farlo diventare casa ce ne è volute, sia di spese che di tempo.Case mobili,ruolotte e simili non credo che siano un'alternativa ,ormai nessun comune permette più di averle se non per periodi limitati,poi se uno vuol rischiare e far le cose nascondendosi nei boschi,certo può farlo, ma dove?
Forse l'alternativa possibile alla casa già fatta, facendo pèro bene i conti anche degli imprevisti ,potrebbe essere un terreno con casa anche distrutta ma accatastata e poi un progetto , casa di legno o altro prefabbricato,ma appunto si sa dove si inizia ma non dove si finisce con le spese.
Ciao e auguri per il progetto
Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 26 Febbraio 2012 a 9:03 Io per pudore non dico quante difficoltà ho incontrato per costruire la mia casa, partendo da un rustico crollato, poi le ultime considerazioni di Pierluigi Taccinelli ne sono la conferma se ce ne fosse bisogno.
Farsi abbagliare dai prezzi bassi di un rudere non è conveniente, il perchè lo si scopre in corso d'opera.
La cosa più comica di tutto, è che ci sono delle ottime occasioni che con il senno del poi si riscoprono.
Se io dovessi rifare quello che ho fatto sicuramente comprerei una casa già abitabile accatastata e con tutti gli allacciamenti in regola, in poche parole abitabile da subito e con i soldi risparmiati partirei subito con le energie rinnovabili, e mi dedicherei da subito alla coltivazione della terra che da me ce ne molta e a prezzi abbordabili si parla di due euro al metro, e la cosa più importante con molte sorgenti di acqua.
Per fare un esempio vicino a me c'è una casetta di corte affiancata senza terra abitabile subito di circa 70 mq. la vendono per 30.000 euro, con altri tanti soldi si acquista molto terreno considerando i 2 euro al metro, se poi il terreno lo vogliamo più vicino alla casa costa un po di più ma mai come in certe parti, e quì parliamo di terreno con sorgenti o fossi d'acqua mai concimato chimicamente e a riposo da oltre 40 anni.
Concludendo se lo avessi saputo prima di iniziare la mia attuale casa avrei sicuramente acquistato questa mi sarei risparmiato anni di burocrazie e molti soldi, con i soldi che ho speso con questa, sarei quasi indipendente energeticamente
Permalink Risposto da roberto cattaneo su 26 Febbraio 2012 a 9:46 Concordo pienamente con quel che dice Luciano, i rustici, a qualsiasi livello siano,sono raramente un buon affare,troppe spese burocratiche difficili da prevedere, almeno un quarto del costo di ristrutturazione a me è andato solo per progetto e spese burocratiche, geometra e tasse.Forse converrebbe se si è muratori e comunque con buona manualità,ma naturalmente bisogna avere già un posto dove stare, e molto molto tempo a disposizione.Qui da me conosco molti piccoli muratori che in questo modo ristrutturano,ma sono già altre case , investimenti, non la casa per abitare,complici anche i cosidetti aiuti comunitari.
Nella mia zona i prezzi dei terreni sono ancora più bassi ,1 euro a mq,terreni coltivi, i boschi ancora meno, poi certo vai a vedere e ti chiedono molto di più,ma il valore reale è quello.
Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 26 Febbraio 2012 a 10:42 Se avete anche gli aiuti europei siete fortunati, noi quì siamo inseriti in una comunità montana con regole rigide sulla costruzione in conformità con il paesaggio, quindi niente stravaganze.
Poi se hai un'idea valida sei iscritto come coltivatore hai molto terreno ti arrivano anche gli aiuti, infatti un mio amico che abita più in basso ha fatto partire una coltivazione biologica di olivi, ha ricevuto gli aiuti non tanto però li ha ricevuti ora produce olio certificato biologico, forse quest'anno aprirà anche un piccolo frantoio, in tutti i casi non penso che diventerà ricco però ha a disposizione prodotti genuini, se poi con i gas di pianura si riesce ad instaurare un rapporto inizieremo la filiera corta dei generi alimentari.
Permalink Risposto da maria francesca sorci su 26 Febbraio 2012 a 11:25 secondo me manca qualcosa alla domanda
e cioè hai descritto le tue possibilità in foglietti di carta,i soldi,
ma non hai detto cosa sai fare,tu e le persone che verrebbero a vivere con te dopo il salto.
se sai fare manualmente tutto o quasi,allora anche un terreno va bene,la casa la costruisci,sempre seguendo le burocrazie italiane... nel frattempo l'idea della casa mobile la trovo deliziosa...
però se hai bisogno di pagare in foglietti di carta un operaio allora devi lavorare e percepire lo stipendio....
la cosa importante invece è:che cosa vuoi? se la casa o la terra sono quelle giuste lo senti,lo vedi,lo percepisci,magari è una vecchia bicocca,ma tu puoi con le tue possibilità di creatore la vedi finita come vorresti,il futuro è esattamente il frutto dei pensieri e i tuoi timori..
vedrai che se devi andare a vivere in quel posto quel posto ti prenderà e tu non potrai fare a meno di andarci,anche se solo in tenda (è un'esempio la tenda)
se prendi la terra con la casa,hai un punto di inizio,una base di partenza,la mattina ti svegli e vai a lavorare alla costruzione della tua dimora ideale....
se ci sono pochi soldi gira e vedi se ce la possibilità di sgombrare cantieri ripulire terreni o case vecchie,così ti trovi la materia prima per la nuova costruzione,pressochè a prezzo 0
io per fare un piccolo capanno faccio così non ho comperato ancora nulla di materiale a parte le viti chiodi e qualche profilo di metallo...
osare è la parola che più mi piace tra le parole
diceva un saggio (gesù)
che bisogna osare
non perchè lo ha detto lui,ma perchè se si osa di sicuro arriva quello che ci farà vivere meglio ..
e poi,in quanti siete?ci sono bambini?
perchè le cose cambiano anche loro hanno le loro esigenze
buon salto ragazzi
ci vediamo di la
ahhahah
(a proposito io sono nel mezzo del salto,vivo in periferia d'inverno e in montagna d'estate)
non ho ancora saltato del tutto,
però sono da sola e decido io sempre per me,
Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 26 Febbraio 2012 a 13:33 Maria, restiamo in attesa che tagli definitivamente il "cordone obelicale" ahahah
Permalink Risposto da stevide su 26 Febbraio 2012 a 14:54 Grazie per i racconti e i per consigli.
Hai ragione Maria Francesca, i foglietti di carta non sono tutto ma, purtroppo, in questo mondo sono ancora tanto (non ancora per tanto tempo.... le cose cambieranno, ma per ora, questo è il modo che abbiamo!).
Del resto anche io sono convinta che quando un posto ti colpisce davvero, senti qualcosa dentro che ti fa dire : sì, è qui che voglio vivere, è il posto giusto... il resto si vedrà!
Il fatto è che questo posto "del cuore" non l'abbiamo ancora trovato, né abbiamo tutta la calma necessaria per poterlo cercare. Il tempo gioca a nostro sfavore. Vogliamo fare questo passo anche per costruire un futuro di autosufficienza e "sobrietà": attualmente siamo in affitto e ogni mese che passa volano via un pò di quei famosi "foglietti" e, con loro, anche un pezzetto del nostro sogno.
E questo è anche il motivo per cui abbiamo rinunciato a progetti di costruzione che richiedano concessioni e lunghe trafile burocratiche (che, fra l'altro, servono anche per i prefabbricati..o per le roulotte).
Le testimonianze di Luciano e Roberto, mi confermano i dubbi di fondo: quando ti imbarchi nel restauro di un rudere, non serviranno tutti i computi metrici più dettagliati del mondo per avere l'ammontare esatto delle spese necessarie per arrivare fino in fondo.
Certo, si può fare molto per conto proprio: noi non siamo muratori... ma la buona volontà c'è, così come la voglia di utilizzare materiali di riciclo e cercare eventuali aiuti pescando in circuiti meno "convenzionali". Questo però non può di sicuro bastare per costruire una casa (più o meno) da zero: una certa disponibilità economica ci vuole.
Fra l'altro, credo che qui in Umbria i prezzi siano un pò più alti che dalle parti di Luciano e Roberto (sigh!).
Però forse la strada giusta comincio a intravederla: una casa magari non perfettamente rifinita, ma in buono stato, abitabile, in modo tale da poter fare gli eventuali lavori con il tempo e con un pò di "creatività" . E poi la terra... vicina ma, forse, non attaccata alla casa. Perché di sicuro comprare, a parte, un terreno a prezzo agricolo costa meno che acquistarlo come parte della casa...
E' una cosa che ha senso, per voi che già ci vivete?
Permalink Risposto da Luciano Meccatronico su 26 Febbraio 2012 a 15:22 un terreno a prezzo agricolo costa meno che acquistarlo come parte della casa...
E' una cosa che ha senso, per voi che già ci vivete?
sicuramente il costo cambia, il mio terreno dista circa 1 km ma non ho problemi a raggiungerlo, o con la bici e se devo trasportare legna con un ape da 50 cc a tasse ridotte, quando torno con un carico di un quintale e mezzo di legna già tagliata pronta per essere accatastata non è male. poi l'ideale non esiste, prendo secondo le mie possibilità.
buona fortuna
Permalink Risposto da stevide su 26 Febbraio 2012 a 15:25 Grazie della risposta Luciano...era proprio quello che pensavo!
Benvenuto in
Bionieri
Post aggiunto da Enrico Marcolongo il 26 Maggio 2012 alle 18:11 0 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da LE SOLITE PIANTE INSOLITE il 25 Maggio 2012 alle 0:00 0 Commenti 0 Mi piace
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