ai confini tra selvatico e coltivato
Ritrovandomi sempre con montagne di verde derivato da pulitura di terreni e potatura olivi, mi ritovo spesso a bruciare il tutto.
Vorrrei prendere un biotrituratore a scoppio (quelli elettrici sono poco potenti), mettendo in secondo piano l'indubbia bonta del prodotto che mi dara il biotrituratore (utile per pacciamtura etc.), il mio dubbio é se inquino di piu l'aria facendo ogni tanto un falo o accendendo ogni tanto il motore a scoppio del biotrituratore...
se avete alternative per smaltire grossi cumoli di ramaglie rovi etc. alle 2 opzioni sopra indicate sono ben accette.
Ciao
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Permalink Risposto da Mattia Mion su 7 Gennaio 2011 a 8:02 ciao Raoul
noi tutti cerchiamo di essere più puliti possibile , ma inevitabilmente usiamo macchina e caldaia di casa , non sarà un biotrituratore a sporcarti i pensieri !!!
La differenza tra falò e biotrit. è che uno è più romantico dell' altro e che magari con il falò bruci possibili malattie vegetali ( se ci sono ) , cosa che il biotrit. non fa , anzi si disperdono in piu' punti .
Altri sistemi possono essere i cumuli ( se hai spazio ) , ma questi impiegano anni a decomporsi e per esperienza fatta , preferisco bruciare i rami che non utilizzo e compostare le foglie .
saluti .
Permalink Risposto da emerico su 7 Gennaio 2011 a 9:20 Ciao:)
concordo con Mattia: i combustibili fossili vanno usati con parsimonia ed in motori in piena efficenza.
Un biotrituratore a quattro tempi credo che, come emissioni, possa essere paragonato ad un decespugliatore.
Io l'ho usato ed il cippato che ricavavamo lo cedevamo come combustibile, la possibilità di aumentare i contagi di cui parla Mattia è un fatto concreto e verificato.
Buon cammino.
Permalink Risposto da Raoul su 7 Gennaio 2011 a 18:46 Ho da voi la conferma di quanto gia pensavo, grazie.
Il problema rimangono le potature degli olivi che anche se fatta a distanza di 2 anni producono un sacco di materiale, e li le malattie tipo carie e altro si annidano quindi tritando tutto e usandolo poi come concime proprio sugli ulivi ho paura di trasmettere malattie, quindi mi sa che per adesso continuo a bruciare per lo meno negli ulivi...
Ciao
Ipotizzando di avere del posto per stoccare e lavorare le ramaglie o altro,credo che non sia possibile ,per quantitativi elevati fare a meno di una cippatrice a motore o collegata a trattrice,nel caso di quantitativi ridotti si puo fare come Masanobu Fukuoka,si fanno fascine,non enormi e poi si
interrano,lasciando ai batteri cellulosolitici la possibilita'di degradarle,però questi batteri per lavorare in maniera efficiente e veloce necessitano di avere a disposizione un certo quantitativo di sostanza azotata,viceversa ci vogliono tempi lunghi perchè possano degradarsi.il fatto comunque di trinciare favorisce l'attacco da parte dei batteri.Con l'eventuale compostaggio,bene che vada si raggiungono temperature tra 70-max 80 gradi centigradi che non sono sufficienti a neutralizzare tutti i patogeni.
buona riflessione
Marco
Permalink Risposto da kai su 16 Luglio 2011 a 3:48
Permalink Risposto da Raoul su 17 Luglio 2011 a 10:29 Premetto che mi trovo in buona parte daccordo con la tua risposta, a casa mia brucio poco o niente e quello che avanza lo uso per fare confine, o le fascine di nocciolo per accendere il fuoco, non so quanta esperienza tu abbia in ambito di olivicultura ma ti assicuro che comunque producono un sacco di materiale dovuto alle potature, i rami piu grossi li tengo ma per il resto non so che farmene, per di piu lavorando in terreni non miei non posso dettare legge sul cosa farne o meno, e penso che la cosa meno dannosa sia bruciare tutto come hanno sempre fatto da secoli in queste zone,(anche per eliminare eventuali malattie tipo la rogna e la carie)...non e neanche il discorso di avere troppa terra perche a parte il periodo della raccolta sono terreni facilmente gestibili per estensione da una persona sola...
P:SNon ho capito il senso di questa tua frase:"l'unica ragione che trovo giustificabile di bruciare tutto è, che il crimine organizzato del posto lo accende per fare danno a gente che cerca di resistere contro il giro".
Permalink Risposto da kai su 23 Luglio 2011 a 9:27
Permalink Risposto da Raoul su 19 Luglio 2011 a 20:30 Grazie della risposta, se uso la lama del decespugliatore sono punto a capo perche uso benzina, interrrarle ho il solito problema che nei terreni degli altri non posso fare come voglio, con quante piante riescia fare questo tipo di recupero, io piu o meno ne ho 150 da mantenere con relativi residui di potatura e la cosa mi sembra un po dispendiosa fra scavare, interrrare etc, e comunque a voglia a far bancali sinergici per far fuori tutta quella roba... cmq io quello che non uso per la stufa se posso lo regalo e se non brucio.
Ciao
Permalink Risposto da Alessio EcoPanorAmico su 20 Luglio 2011 a 7:49 forse può risultarti interessante un sistema con biobruciatore, nel senso che trsformi il bruciare il verde nella produzione di energia per la tua installazione e andando cmq a frapporre dei filtri in uscita dei fumi con un biocruciatore di moderna concezione. per il biotrituratore credo sia evidente che l'inquinamento prodotto da 3 gionrate di lavoro del trituratore è nulla confronto al falò di una pari massa tritura e compostata. 100% biotrituralo e compostalo, o cippato ecc... un moderno motore di un trituratore ha emissioni come un rasaerbe, avendo un motore similare spesso... suvvia...inquina come una vespa e uno serio in poche ore trituri camionate intere di verde....
le capre non sono piuttosto ghiotte delle potature degli olivi ??? .. ;) in calabria le capre del vicino pecoraio dobbiamo tenerle lontane dall'oliveto perchè ci rasano le piante fino a dove arrivano... e in effetti quando potammo sgranocchiavano anche dai cumuli di potatura... non avevo pensato mai al fattore trasmissione di malattie del compostaggio e triturazione... grazie ...
poi c'è gente che se ti fa la ramanzina per un trituratore e suonando in concerti ingora la quantità di cose e prodotti industriali che utilizza ed il fatto che spesso la musica si fa usando un generatore... nel senso che è facile evidenziare il sassolino di chi va scalzo quando poi si usano sandali in pelle.
enon conosco artisti da concerto amplificato che vadano a piedi od a cavallo al concerto.. quinid consuma parecchia energia fossile con il loro spostarsi... poi bè... possiamo anche pensare che sia energia consumata bene per l'arte? e per sopravvivere? ;)
Permalink Risposto da kai su 10 Ottobre 2011 a 15:00
Permalink Risposto da Alessio EcoPanorAmico su 10 Ottobre 2011 a 20:28 che altro dire Baba ... ora che sò che preferisci la coerenza alla comodità ritengo che il tuo pensiero sull'uso del biotrituratore a scoppio sia del tutto sensato. Perdonami per aver sottilmente stuzzicato ma credo sai meglio di me quanto la coerenza sia rara .spesso anche tra gli artisti, auspisco di incontrarti lungo la Via e che avremo tempo per scambiarci un sorriso, ale
Benvenuto in
Bionieri
Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 22 Maggio 2013 alle 18:51 0 Commenti 0 Mi piace
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Post aggiunto da De Rossi Cinzia il 19 Maggio 2013 alle 10:04 7 Commenti 0 Mi piace
Post aggiunto da manù il 18 Maggio 2013 alle 14:00 4 Commenti 0 Mi piace
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